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Popolare Bari, più impieghi Crescono utile e dividendo

Si consolida, per presenza e supporto al territorio, la leadership del gruppo banca Popolare di Bari nell’Italia centro meridionale con 386 filiali e 3.264 dipendenti. Il progetto di bilancio 2014 – approvato dal cda – documenta infatti l’ulteriore crescita dimensionale raggiunta grazie all’ennesima acquisizione, quella di banca Tercas e di banca Caripe, avvenuta a decorrere dal 30 settembre 2014. Tercas e Caripe costituiscono, insieme, la maggiore realtà bancaria dell’Abruzzo e la loro acquisizione è avvenuta a conclusione della loro gestione in amministrazione straordinaria, il cui bilancio è stato approvato da Bankitalia nei giorni scorsi. Nel 2014 il gruppo guidato da Marco Jacobini ha raggiunto impieghi per circa 9,6 miliardi di euro e raccolta complessiva, da clientela, per quasi 15,8 miliardi e ha ulteriormente rafforzato il suo patrimonio grazie ad un’operazione di aumento di capitale, conclusasi a dicembre, con l’integrale sottoscrizione per complessivi 500 milioni di euro tra equity e obbligazioni subordinate. Ed un’altra coda di 50 milioni di euro, non soddisfatta in prima battuta, andrà presto in assegnazione ai richiedenti. Anche la compagine sociale è ulteriormente aumentata di altri 7.000 azionisti,raggiungendo quota 68.000, confermando, anche per questa via, la capillarità sul territorio. Nonostante la crisi la banca ha erogato a famiglie e pmi nuovo credito per circa 900 milioni di euro. Le sofferenze nette hanno raggiunto i 620 milioni di euro (di cui 307 milioni di euro riferibili a Banca Tercas e Banca Caripe e 47 milioni di euro alla Cassa di Risparmio di Orvieto) ed il rapporto S/I si è attestato al 6,0%, con un grado di copertura del 60,5%. I fondi propri al 31 dicembre 2014 hanno raggiunto quota 1,3 miliardi di euro con coefficienti superiori alla soglia regolamentare, con un livello di CET1 Ratio dell’11,03% e di Total Capital Ratio del 14,55% in linea con le best practice. Il margine di interesse è stato pari a circa 208 milioni di euro e quello di intermediazione di oltre 412 milioni(rettifiche per 103 milioni e costi operativi per 268 milioni).Il risultato netto consolidato della capogruppo è pari a 24,9 milioni di euro, mentre, a livello individuale, il risultato netto della BPB è stato pari a 21,3 milioni di euro contro i 17,1 del 2013 (+24,5%). All’assemblea del 18 e 19 aprile verrà proposto ai soci un dividendo pari a 0,10 euro per azione. «I numeri sono buoni – commenta Marco Jacobini, presidente del gruppo. Abbiamo lavorato bene e contenuto il peso delle sofferenze delle due banche acquisite, il cui salvataggio ha fatto crescere ancora il nostro peso di popolare più grande in una parte dell’Italia molto difficile. Anche quest’anno abbiamo sostenuto famiglie e pmi e distribuiamo il dividendo. Insomma continuiamo a fare il nostro mestiere».E sulla riforma delle popolari ci sono integrazioni o alleanze in vista? «Non c’è fretta-risponde Jacobini, Dobbiamo ragionare con calma, servono 2 anni, nessuna agitazione. Non abbiamo investitori istituzionali dentro, non succede assolutamente nulla. E per il futuro faremo come sempre abbiamo fatto guardandoci intorno e valorizzando la nostra territorialità».

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