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Popolare di Bari, esce di scena il dg De Angelis

A sorpresa, Paolo Alberto De Angelis, non è più il direttore generale della Popolare di Bari. I commissari di Bankitalia che guidano la banca da dicembre scorso e che lo avevano nominato il primo marzo, non lo hanno riconfermato il 31 agosto, alla scadenza del contratto a tempo determinato di 6 mesi. Che tutto sia avvenuto nella sorpresa generale lo conferma lo stesso De Angelis che, nella lunga lettera di commiato ai dipendenti della banca diffusa ieri, scrive: «Ho appreso ieri che oggi è il mio ultimo giorno con Voi». Evidentemente non si aspettava l’interruzione del contratto, ma un prolungamento fino alla prossima assemblea ordinaria della banca, alla cui direzione generale si era insediato il 2 marzo, e subito aveva incontrato i responsabili delle principali unità operative della banca e tracciato le linee di indirizzo.

La non riconferma potrebbe essere legata alla manovra complessiva sulla governance della banca, ancora non definita, come dimostra la mancata presentazione, entro il 28 agosto, delle liste del socio Mcc (97% del capitale sociale) per il cda ed il collegio sindacale da eleggere all’assemblea ordinaria convocata per il 16 settembre. La scelta non è stata fatta e la convocazione dell’assemblea è stata perciò revocata dai commissari, Blandini e Ajello, ad altra data, sicuramente entro l’autunno.

Questo potrebbe spiegare il perché della non riconferma da parte dei commissari di De Angelis. Al contrario, procedendovi, la riconferma avrebbe potuto anche essere letta come una sorta di investitura per il futuro, rispetto a decisioni proprie di Mcc e delle istituzioni superiori di riferimento.La non riconferma potrebbe avere un’altra spiegazione ancora, legata ai risultati raggiunti in un’area strategica,e decisiva, per la banca ed il suo rilancio, quella business, affidata ora ad altro dirigente facente funzione. Risultati che De Angelis ha rivendicato descrivendoli nella lettera inviata ai dipendenti che ha ringraziato per il lavoro fatto: la gestione della pandemia, 8800 richieste di moratoria tra imprese (7300) e privati (1500), 634 richieste per 170 milioni sul consolidamento, più depositi al 30 giugno 2020 che al 31.12.2019, la preparazione dell’assemblea straordinaria con «la meravigliosa cavalcata che ci ha portato, giorno dopo giorno, ad alzare l’asticella dell’obiettivo con 55.000 soci contattati, 33.000 votanti, 96% di sì in prima convocazione».

De Angelis non nasconde che le criticità si sono verificate proprio nell’area commerciale, con «risultati che stentano ad arrivare anche per mancanza di risposte consoni alle esigenze della clientela o rinvii a numeri e procedure». Infine il grazie anche ai sindacati e l’augurio ai dipendenti «di portare avanti tutto quello che servirà per costruire una banca che conosce il territorio in tutte le sue forme, e sappia trovare la capacità di dare le giuste risposte».

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