Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Popolare di Bari, i commissari aprono agli indennizzi

Bari – Indennizzi per i piccoli azionisti e chiusura, definitiva, delle transazioni già concluse. Molta moral suasion («Approccio tecnicamente molto serio e di apertura», lo definisce uno dei partecipanti) e qualche impegno nell’incontro che, ieri, i commissari straordinari della Popolare di Bari hanno tenuto con i rappresentanti delle associazioni dei consumatori.

Impegni “condizionati”, perché rimandati agli esiti della due diligence. È così per le aperture che i commissari hanno fatto su indennizzi ai piccoli risparmiatori, e su chiusura definitiva delle transazioni concluse prima del commissariamento,e sui valori di concambio in sede di trasformazione nella spa. Aperture importanti ma, appunto, condizionate, ottenute dai rappresentanti delle associazioni dei consumatori dopo la illustrazione di quella che può essere definita la loro «piattaforma». Le associazioni hanno chiesto che, nel nuovo piano industriale previsto per il 15 aprile, vi siano anche misure per l’indennizzo a favore degli azionisti. Su questo i commissari si sono resi disponibili nell’individuazione di «un perimetro di veri piccoli azionisti -spiega Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia – al cui interno definire un percorso conciliativo con condizioni differenziate, caso per caso. E poi, per ogni tipologia individuata, applicare una sorta di par condicio».

Percentuali di indennizzo? Nessuna cifra, in assenza degli esiti della due diligence e senza aver capito, prima, quali risorse metterà a disposizione il fondo interbancario. Sulle modalità di indennizzo i rappresentanti delle associazioni sanno bene che il pagamento in contanti complicherebbe le condizioni patrimoniali della banca, mentre quello fatto attraverso azioni e/o obbligazioni subordinate della nuova banca, ormai resa solida da Mcc e Fitd, non creerebbe problemi. Per questo hanno chiesto una parte dell’indennizzo in contanti, in prevalenza per i piccoli azionisti del tipo clientela retail, escludendo grandi investitori, operatori qualificati, quelli del trading online. Un’altra parte verrebbe tradotto in azioni o obbligazioni subordinate utilizzando lo strumento della trasformazione in spa e del successivo aumento di capitale. Ai piccoli azionisti che hanno ottenuto decisioni favorevoli, verrebbero cioè date, in concambio, azioni della spa di valore superiore a quello che matematicamente gli spetterebbe, cosi da contenere un secondo pezzo di risarcimento. Un percorso che i commissari hanno definito «tecnicamente percorribile, ma su cui ci riserviamo ogni approfondimento».

Nella loro piattaforma le associazioni chiedono anche che la banca cambi atteggiamento rispetto alle decisioni Acf o del tribunale, valutando di proporre transazioni con somme di importo pari almeno agli accantonamenti, che in bilancio devono esser fatti comunque in caso di contenzioso. Infine le transazioni già definite: serve un primo gesto immediato «di correttezza e cambio di passo», pagando le quasi 200 transazioni già stipulate con chi aveva ottenuto decisioni favorevoli. E questo potrebbe avvenire nel giro di qualche settimana. Infine un appello ai commissari: «non mollare» sulla valorizzazione delle Dta, per trasformare le attività per imposte anticipate in crediti di imposta, che valgono circa 500 milioni di euro spiegando alla Ue che non è norma anticoncorrenziale.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — «Non esprimo alcuna opinione sull’Ops lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca. A...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

BRUXELLES — «Grazie Ursula, non hai ceduto alle pressioni dei "frugali" e hai presentato u...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Groviglio di calcoli e condizioni per l’incentivo agli aumenti di capitale disposto dal Dl...

Oggi sulla stampa