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PopMilano contesa, le aspirazioni del Banco Popolare (ma non è il solo)

C’ è un punto su cui tutti gli aspiranti attori del risiko prossimo futuro, che dovrebbe compattare il mondo del credito in Italia, si dicono concordi. È la necessità di creare valore, per le banche coinvolte e soprattutto per gli azionisti, la cui pazienza negli ultimi anni è stata fortemente messa alla prova.
Proprio per simulare chi potrebbe trarre maggiore giovamento da una prossima aggregazione, abbiamo utilizzato i valori calcolati lo scorso 15 gennaio da Citi, in un report che riportava a galla il Texas ratio , un indice che mette in rapporto i prestiti «non performanti» ( non-performing loans ) e la somma di «capitale netto tangibile» (il valore del capitale netto diminuito dell’importo delle immobilizzazioni immateriali) e riserve per perdite su crediti (vedi grafico alle pagine 2-3).
Ci limitiamo a considerare, in questa simulazione, le quattro banche maggiormente indiziate di aggregazione, mentre la Bper – la Popolare dell’Emilia-Romagna guidata da Alessandro Vandelli – dovrebbe muoversi solo verso obiettivi di minor dimensione, che saranno probabilmente le due popolari della Valtellina, Creval e Banca Popolare di Sondrio.
Il focus quindi è su Ubi ( Texas ratio pari a 0,985), Popolare di Milano (0,873), Banco Popolare (1,357), Monte dei Paschi di Siena (1,44). Il discrimine, secondo il Texas ratio è l’unità, chi sta sotto è solido, chi è sopra soffre.
Ubi+Popolare Milano darebbe vita a un gruppo con un patrimonio (comprensivo di utile) pari a 14,6 miliardi e un indice di 0,948, tra i più elevati del settore, con 19,7 miliardi di crediti deteriorati lordi.
Ubi+Banco Popolare porterebbe l’indice texano a 1,184, i crediti deteriorati lordi a 35,1 miliardi e il patrimonio a 18,6.
Ubi+Monte dei Paschi creerebbe un gruppo con 61 miliardi di crediti deteriorati lordi, 19,9 miliardi di patrimonio e un Texas Ratio pari a 1,30.
Popolare di Milano+Banco Popolare vedrebbe nascere un gruppo da 27,6 miliardi di crediti deteriorati lordi, 13,1 miliardi di patrimonio e un indicatore di solidità a 1,208.
Banco Popolare-Monte dei Paschi presenterebbe le maggiori criticità: a fronte di un patrimonio pari a 18,4 miliardi, i crediti ammalorati salirebbero a 68,9 miliardi e l’indice Texas ratio a 1,413, il valore più elevato tra quelli generati da queste simulazioni.
Mentre unendo Popolare di Milano+Monte dei Paschi di Siena si avrebbe un gruppo con 14,4 miliardi di patrimonio, 53,6 miliardi di crediti deteriorati e un Texas ratio a 1,341, causato soprattutto dalle modeste dimensioni della Popolare di Milano, una banca completamente risanata, con ottimi indicatori di performance, ma ancora costretta in una dimensione che è nettamente inferiore a quella di tutti gli altri tre partner prospettati.
Certo, si tratta di simulazioni. La realtà andrebbe misurata con la possibile (prossima) creazione di una Bad bank italiana, capace di ribaltare completamente i valori considerati, alleggerendo i bilanci piombati di queste banche e anche con gli aspetti industriali, su tutti la sovrapposizione delle reti agenziali.
s. rig.
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