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PopBari e Sondrio, per la holding la strada è in salita

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che ha confermato in toto la costituzionalità della legge sulle banche popolari, Banca Popolare di Sondrio e Popolare Bari – gli unici due istituti a non aver completato la trasformazione in Spa – ragionano sulle prossime mosse. Il tema sarà con tutta probabilità tra i punti in discussione di un Cda convocato per oggi a Sondrio, ad esempio. E già al lavoro sul dossier sarebbero i vertici della popolare pugliese.
Di sicuro i tempi sono stretti. Ora che la Consulta si è espressa, la palla torna al Consiglio di Stato, che però – su istanza di Bankitalia – potrebbe essere rapida nel formulare la sentenza finale che recepirà le indicazioni della Corte. Dopo di che, per assistere alla passaggio a Spa non ci sarà molto tempo, si ritiene un paio di mesi.
La trasformazione “secca” in Spa, se è apprezzata dal mercato (ieri il titolo PopSo è salito del 3,2%), non è vista di buon occhio a Sondrio e Bari, perchè renderebbe le banche più contendibili. Ecco perchè nei due istituti si sta ragionando sulla percorribilità della strada della “holding intermedia”. Lo schema dovrebbe prevedere lo scorporo delle attività bancarie in una Spa – che rimarrebbe quotata – mentre a monte sarebbe garantito il mantenimento di una holding a forma cooperativa in cui conferire gli attuali soci. Lo schema, nei piani degli istituti, garantirebbe «il radicamento della banca sul territorio e la partecipazione dei piccoli soci ma anche i benefici dello snellimento gestionale di una Spa», spiega l’avvocato Fausto Capelli, difensore di alcuni soci delle popolari. Una soluzione simile non è escluso peraltro possa interessare anche altre popolari più piccole, oggi tutte riunite in Assopopolari. Il problema, però, è che la holding intermedia è stata esclusa esplicitamente da Banca d’Italia, che ha visto in un’architettura societaria simile un’escamotage per eludere il senso della riforma. E non è detto che tale schema trovi l’appoggio da parte della Bce, che vigila direttamente la popolare valtellinese. Resta a questo punto da capire come si esprimerà sul tema il Consiglio di Stato, che nel dicembre 2016 aveva sospeso il provvedimento di Bankitalia proprio nella parte che dichiarava vietato ai soci delle popolari il ricorso alla holding.

Luca Davi

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