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«PopBari, due mesi per il piano industriale di gruppo»

Serviranno ancora un paio di mesi per alzare il velo sul piano industriale «di gruppo» che Mediocredito Centrale sta mettendo a punto nella prospettiva del «polo finanziario integrato» con la Banca Popolare di Bari.

Il business plan prevede «il recupero dell’efficienza organizzativa ed operativa» e «include misure di riduzione dei costi allineate alle migliori pratiche di mercato». È quanto ha affermato l’ad di Mcc Bernardo Mattarella nel corso della sua audizione davanti alla Commissione bicamerale d’inchiesta sulle banche presieduta da Carla Ruocco (M5S). Tra queste misure Mattarella ha citato «un piano di chiusura di 94 filiali non redditizie (il 28% del totale) dislocate in varie regioni, al fine di focalizzare la presenza della banca sui territori storici e maggiormente redditizi; una significativa riduzione della forza lavoro con uscite tra il 25% e il 30% dei dipendenti mediante ricorso a vari strumenti di incentivo e un’importante riduzione di altre spese amministrative (circa il 27% del totale) ascrivibile a rinegoziazioni con fornitori, razionalizzazione dei processi, chiusura filiali e internalizzazione delle attività».

L’obiettivo del piano è la creazione di un nuovo distretto finanziario del Sud Italia per dare una risposta concreta alle esigenze di credito delle imprese, soprattutto piccole e medie. L’ad ha fatto riferimento, in particolare, a «progetti di inclusione sociale, sostenibili e green» anche per «collegare le comunità del Mezzogiorno mediante partnership tra pubblico-privato nell’ecosistema finanziario». E in questo senso, ha sottolineato «nel disegno strategico di Mcc l’investimento nella Popolare di Bari può rappresentare il primo passo». Mattarella ha quindi riproposto i “tre pilastri” sui quali si basano le linee guida strategiche della popolare: «Sviluppo del business, recupero di efficienza organizzativa e operativa, e rafforzamento del processo di digitalizzazione e innovazione». Con una focalizzazione dell’offerta verso famiglie e Pmi di servizi, in primo luogo di natura creditizia. «In tale ambito – ha sottolineato – il ruolo e la reputazione di Mediocredito centrale rappresenteranno un fattore determinante per attrarre nuova clientela con buoni livelli di merito creditizio».

L’audizione di Mattarella è arrivata all’indomani dell’avvio delle votazioni telematiche per scegliere il nuovo Cda dell’istituto barese dopo dieci mesi di gestione commissariale, decisa da Bankitalia il 13 dicembre 2019 a causa delle perdite accumulate dalla precedente gestione. «Considerati i curricula di alcuni candidati, emergono profili di attenzione in merito al processo di selezione degli stessi e sul ruolo assunto e sulle attività svolte dall’head hunter» ha ammonito Carla Ruocco al termine dell’incontro, che è stato in parte secretato per affrontare il tema del rinvio dell’assemblea della Popolare di Bari conseguente alla mancata presentazione della lista di candidati da parte dell’azionista Mcc. Ruocco ha ricordato in una nota che la Commissione «ha acceso un “faro” su alcuni accadimenti che hanno causato il rinvio dell’assemblea ordinaria, necessaria per la nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione e del Collegio Sindacale, nonché sulle strategie che Mcc intende porre in essere relativamente alla controllata Banca Popolare di Bari in termini di operatività, di aree business e di posizionamento strategico e territoriale».

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