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Pop Vicenza riduce il valore delle azioni

La Popolare di Vicenza riduce del 23,2% il valore delle proprie azioni e sistema anche così i propri numeri in vista della trasformazione in spa e del prossimo risiko bancario. Ieri il consiglio della banca popolare presieduta da Gianni Zonin ha esaminato la stima effettuata da un esperto indipendente e ha deciso di proporre all’assemblea dei soci di sabato prossimo di tagliare a 48 euro dai 62,5 euro attuali il valore del titolo (non quotato). «La determinazione di tale valore — spiega l’istituto in una nota — è principalmente riconducibile agli effetti del comprehensive assessment effettuato dalla Bce ed ai conseguenti impatti sul patrimonio e sul target di 
capitale». Secondo Zonin la decisione è stata presa in considerazione dell’ «l’evoluzione del contesto normativo e regolamentare, unito agli effetti della lunga crisi economica». Dopo l’adeguamento «l’azione Bpvi esprime un rapporto tra valore e patrimonio pari a 1,2». Come sottolineato da diversi analisti, in passato la valutazione molto alta delle azioni delle popolari non quotate è stata un freno alle aggregazioni. Ora invece il prezzo più vicino alle quotazioni di mercato delle banche quotate potrebbe favorire concambi più realistici, in caso di un’operazione straordinaria. La Pop. Vicenza ha già dato mandato a Mediobanca per analizzare le opzioni strategiche per l’istituto: e molti osservatori la danno prossima a un merger con Veneto Banca, l’altra grande popolare non quotata.
Nel corso del 2014 Bpvi ha anche rafforzato il patrimonio per 1 miliardo: 608 milioni in aumento di capitale; 100 grazie all’ingresso di nuovi soci; e altri 253 arriveranno dalla conversione anticipata a maggio 2015 del bond
convertibile del 2013. Anche il bilancio è stato ripulito: le
rettifiche su crediti sono salite a 868,5 milioni di euro (da 432,4 del 2013) e le rettifiche di valore sugli avviamenti sono ammontate a 230 milioni. A causa delle svalutazioni la banca ha perso 497,1 milioni nel 2014. Il piano industriale prevede dal 2015 il ritorno all’utile e l’ultima riga di bilancio a 313 milioni nel 2019.

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