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Pop. Sondrio, il mercato s’infiamma

«Che cosa c’è dietro il rialzo del titolo di Banca Popolare di Sondrio?». A chiederselo, nelle ultime settimane, sono in tanti nella city milanese. La rincorsa si è fatta oramai plastica nel corso delle ultime settimane, una fase durante la quale il titolo ha puntualmente sovraperformato rispetto alle altre banche. Negli ultimi tre mesi il titolo ha strappato del +53% contro un ben più contenuto rialzo (+9%) del Ftse bancario italiano e il +6,6% del Ftse Mib. Idem nell’ultimo mese: +35% Sondrio, +6% il Ftse bancario. A colpire però sono i volumi: sul titolo della banca cooperativa lombarda si sta registrando una vivacità a dir poco inconsueta. Basti pensare che ieri, per dire, sono passati di mano 3,7 milioni di pezzi, con un picco di 5,8 milioni lo scorso 30 aprile, livelli oramai più che doppi rispetto a quelli visti a gennaio e febbraio.

La notizia dell’obbligo della trasformazione in Spa fissata al 31 dicembre 2021 aiuta a spiegare solo in parte la faccenda, visto che la sentenza espressa dalla Corte di Giustizia Europea è datata 15 luglio 2020. È vero che, dopo la proroga al 2021 da parte del Governo Conte, si attende oramai solo la decisione finale del Consiglio di Stato, che dovrebbe mettere la parola fine alla vicenda, ma anche in questo caso il tema della trasformazione in Spa non è discussione. Dunque a pesare è l’appeal speculativo del titolo in ottica M&A. La banca del resto è da tempo osservata speciale ed è giudicata una possibile preda di Bper. Qualcuno vede nell’andamento il movimento di qualche investitore di peso, che magari potrebbe rivelarsi in prospettiva.

Si vedrà. Proprio oggi la banca va in assemblea per il rinnovo parziale del board, e per la prima volta nella sua storia registrerà la presenza di una lista di minoranza. Anche questo segnale che molte cose, a Sondrio, stanno cambiando.

Intanto ieri la banca come detto ha diffuso i dati relativi al primo trimestre. L’utile netto consolidato è stato pari a €59,3 milioni rispetto alla perdita di 46,5 milioni del primo trimestre 2020. Positivo il margine d’intermediazione, quasi raddoppiato a 246,9 milioni rispetto ai 132,7 milioni dello scorso anno (+86%), anche in virtù della crescita del collocamento di prodotti assicurativi e di risparmio gestito. In prospettiva, in termini di prevedibile evoluzione della gestione, la banca ritiene che sussistano le condizioni per conseguire livelli di redditività «più elevati rispetto a quelli del precedente esercizio, con un Roe target stimato superiore al 5%».

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