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Pop.Bari, corsa alle tutele

Le associazioni di categoria e il sindacato hanno chiamato a raccolta i piccoli soci e gli obbligazionisti della Banca Popolare di Bari, commissariata, per avviare un’azione di tutela collettiva a fini risarcitori. Il sindacato italiano per la tutela dell’investimento e del risparmio (Siti, 32 mila associati), tra le principali associazioni specializzate nella tutela degli azionisti e obbligazionisti di società quotate e non, ha riunito ieri pomeriggio a Bari i piccoli investitori dell’istituto. Obiettivo: garantire a tutti gli investitori, previa la produzione di documenti, l’assistenza da parte di professionisti per ottenere il risarcimento integrale del danno da ciascuno subito, materiale e morale, in ogni sede, penale e anche civile, giudiziale e stragiudiziale.

Uno dei punti che verranno esaminati nel corso dell’incontro è l’accesso al Fondo indennizzo risparmiatori (Fir). Tale strumento, con una dotazione iniziale complessiva di circa 1,5 miliardi di euro, è stato istituito con la legge 145 del 2018 (comma 493 e segg.) per consentire a tutti gli investitori nelle banche, a tale data risolte o liquidate che abbiano sopportato e subito le cosiddette «violazioni massive» del Testo Unico della Finanza, di ottenere, anche con una procedura, cosiddetta forfettaria (fino al prossimo 18 aprile) un recupero fino a 100 mila euro, con un minimo di almeno il 30% del danno subito dagli azionisti (95% per gli obbligazionisti), ben prima dell’esito dei processi.

L’obiettivo è chiedere al governo di impegnarsi ad aprire subito i cancelli degli indennizzi automatici del Fir anche agli investitori danneggiati dalla Popolare di Bari. Inoltre, il Codacons ha organizzato per sabato 11 gennaio un’assemblea pubblica che si terrà a Bari, alle 17, all’Hotel Rondò.

Per avviare l’iter risarcitorio è necessario che tutti i danneggiati chiedano subito alla banca una serie di documenti necessari ai legali per analizzare la loro posizione individuale al fine di valutare quali vie perseguire per ottenere il risarcimento del danno subito, vie che non necessariamente si possono limitare alla sola partecipazione come parti offese oggi e parti civili un domani nel procedimento penale, in quanto i soggetti tenuti al risarcimento del danno oltre alla banca in caso di condanna dei sui ex dirigenti, sono anche altri che potrebbero avere avuto responsabilità civilistiche nella vicenda della Banca Popolare di Bari.

«La stessa Banca Popolare di Bari, per come ha venduto le azioni e le obbligazioni, potrebbe risultare tenuta a risarcire il danno procurato ai propri clienti», ha detto il Codacons. L’intervento del governo anche se utile non è certo risolutivo del rispetto al diritto risarcitorio in capo agli azionisti e obbligazionisti della Banca Popolare di Bari (e così indirettamente degli ex azionisti Banca Tercas e Banca Caripe) «e non può dare alcuna garanzia effettiva sul futuro della società».

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