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Pool per le grandi insolvenze

Per risolvere le crisi aziendali di rilevanza nazionale ripartirà con maggiori competenze e importanza la struttura per le crisi d’impresa, istituita presso il ministero dello Sviluppo economico di concerto con il ministero del lavoro e delle politiche sociali. La struttura, istituita nel 2007, in base al decreto pubblicato ieri a firma dei ministri Giancarlo Giorgetti e Andrea Orlando, viene così riorganizzata nelle funzioni e nella composizione, potenziando l’organismo che supporta il vertice politico-amministrativo nella gestione dei tavoli di crisi, che sarà dotato di competenze professionali qualificate, funzionali a elaborare proposte operative e di intervento per il superamento delle crisi aziendali. Si tratta della struttura che si occupa di gestire i delicati tavoli delle crisi delle più grandi emergenze nazionali e che in questo momento ha moltissimi nodi da sciogliere per tutelare i più importanti comparti produttivi del Paese, a cominciare da Alitalia. L’obiettivo è individuare strumenti innovativi per favorire azioni di reindustrializzazione e riconversione delle aree colpite dalla crisi, nonché tutelare e salvaguardare i lavoratori coinvolti. La struttura avrà inoltre il compito di favorire l’attrazione di investimenti, sia attraverso investitori nazionali che internazionali, quale strumento per la risoluzione di crisi aziendali. Per dare piena attuazione a tali obiettivi è stato indetta anche la selezione di un coordinatore che sarà nominato dal ministro a seguito di una procedura che permette da ieri la presentazione di candidature da parte di esperti. La struttura opererà in sinergia con i rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali. La struttura ha il compito di esaminare e occuparsi delle istanze di apertura dei tavoli di crisi ministeriale, tenendo conto dello stato di difficoltà delle imprese, valutando, in particolare, le caratteristiche delle imprese, ovvero l’assetto proprietario e societario, la dimensione, il settore produttivo, il numero di dipendenti e le unità operative, nonché gli indicatori di bilancio e lo stato di crisi, intendendosi le cause che hanno generato la crisi, gli esuberi occupazionali, nonché gli ammortizzatori sociali in gioco. In pratica a seconda della rilevanza e dell’interesse della crisi anche sulla bilancia economica del Paese i tavoli della crisi verranno individuati con le priorità prescelte dalla struttura appena riorganizzata. L’obiettivo è avere una regia di coordinamento con tutte le parti interessate per mettere a fattore comune le tematiche delle politiche industriali con gli enti locali interessati, le organizzazioni sindacali e associazioni datoriali per l’individuazione di soluzioni armonizzate, volte ad attrarre investimenti.

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