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Polo Unipol-Fonsai, i Ligresti escono

di Sergio Bocconi

MILANO — Per il riassetto Fonsai il negoziato ieri in Unicredit è andato avanti per sei ore fino alle 23, ma l'accordo ancora non è stato firmato. Lo schema di massima è tuttavia filtrato. Primo passo: Unipol (che ieri in Borsa ha perso il 4,33%) rileva dai Ligresti le quote detenute in Premafin (circa il 50%, di cui il 20% è in pegno), quindi lancia l'Opa totalitaria sulla holding che controlla con il 35% Fonsai (che ieri ha guadagnato il 7,20%). Secondo passo: Premafin viene ricapitalizzata e può così partecipare pro quota all'aumento della compagnia presieduta da Jonella Ligresti. Tappa finale: si procede a una fusione a quattro fra Unipol assicurazioni (controllata dal gruppo finanziario bolognese), Premafin, Fonsai e Milano (balzata ieri in Piazza Affari del 6%). Una maxi aggregazione che consente la nascita di un polo assicurativo che fa capo al gruppo Unipol, a sua volta controllato attraverso Finsoe dalla Lega delle cooperative. I Ligresti escono invece di scena.
Per le cifre e i tempi bisognerà aspettare le comunicazioni ufficiali. Ieri in Unicredit per la giornata «decisiva» c'erano praticamente i vertici di tutti i soggetti coinvolti nel riassetto. Al tavolo con i vertici di Piazza Cordusio, l'amministratore delegato Federico Ghizzoni e Vittorio Ogliengo, responsabile corporate, c'erano Salvatore Ligresti, i figli Jonella (presidente di Fonsai), Giulia (Premafin), e Paolo, l'amministratore delegato di Fondiaria Sai Emanuele Erbetta, Alberto Nagel e Renato Pagliaro, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Mediobanca, Gerardo Braggiotti, numero uno di banca Leonardo, advisor di Premafin, il consulente legale Giuseppe Lombardi.
Verso metà pomeriggio sembrava che la firma finale potesse arrivare entro poche ore. Poi però Paolo Ligresti, entrando in Unicredit, ha raffreddato le aspettative dicendo ai cronisti che ancora non si era arrivati a una decisione: «Dovete avere ancora un po' di pazienza, stasera o domani». Il negoziato è evidentemente su tutti i piani del gruppo, quindi anche sulla parte non quotata Sinergia, la galassia familiare dei Ligresti che possiede immobili e terreni, il 20% di Premafin in pegno, ed è indebitata per 300 milioni. Tanto è vero che nel corso della giornata in Unicredit è entrato anche Manfredi Catella, numero uno di Hines Italia, nei giorni scorsi indicata come possibile gestore di una newco probabilmente controllata dalle banche in cui sarebbero confluiti gli immobili con un'operazione di conversione crediti. In Piazza Cordusio hanno anche «fatto visita» Salvatore Mancuso, patron del fondo Equinox e Ignazio La Russa, il cui figlio Geronimo è nel board di Premafin. Poco prima delle 23 esce Salvatore Ligresti. Poco dopo la riunione è finita. Nessun commento. Né comunicato, atteso forse per questa mattina in apertura dei mercati.
 

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