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Polo A2A-Iren, con Cassa depositi

MILANO — La politica entra a gamba tesa nella partita di A2A in Edipower, l’ex genco dell’Enel che la multiutility di Milano e Brescia ha ottenuto, insieme a Delmi, in cambio dell’uscita da Edison. Ed è l’assessore al Bilancio di Milano, Bruno Tabacci, a dettare la linea: «L’ingresso della Cassa depositi e prestiti nell’ambito di un’eventuale fusione tra A2A e Iren — ha detto ieri — magari in un veicolo che vedrebbe la diluizione dei Comuni, sarebbe assolutamente interessante».
Alla base del ragionamento di Tabacci c’è la considerazione che «con Iren stiamo gestendo Edipower di cui dobbiamo consolidare il debito. Il debito di Edipower insieme ad A2A è di 5 miliardi, una cifra difficile da gestire». Per Tabacci non c’è più tempo da perdere: «Prima avviene, meglio è considerato il debito». La posizione di Brescia, altro socio di maggioranza, è di ascolto. L’assessore al Bilancio della Leonessa, Fausto Di Mezza, che è anche vicepresidente del consiglio di sorveglianza, spiega che «saranno analizzate tutte le possibilità offerte dal mercato, senza preclusione né favore». Ma ricorda anche che «la sorveglianza ha avuto una delega da parte dei soci».
L’ipotesi dell’ingresso in Edipower di un socio finanziario era già stato contemplato nell’accordo tra A2A e Iren, che non prevede per questo tipo di operazione una maggioranza qualificata in consiglio e comunque garantisce la maggioranza alla multiutility di Milano e Brescia. Dal canto suo Iren aveva strappato una clausola che le consente già dal gennaio 2013 di uscire con due centrali (un impianto termo e uno idroelettrico, Turbigo e Tusciano). Si tratta di una clausola put&call doppia, esercitabile anche nel 2014. Per ora la prossima tappa è la fusione Edipower-Delmi. La nuova realtà avrà come presidente Roberto Garbati, amministratore delegato di Iren, mentre l’amministratore delegato sarà scelto da A2A, che non si è ancora espressa.
Gli scenari che si aprono per A2A sono due, un futuro con Iren oppure senza. In quest’ultimo caso c’è chi ipotizza una fusione tra Edipower e A2A, con eventuale ingresso di un partner finanziario. La fusione più volte invocata da Tabacci, con il coinvolgimento anche della Cdp, punta al termine del processo alla creazione di una grande multiutility del Nord. Ma finora non ha riscosso grande entusiasmo tra gli altri Comuni coinvolti nella partita, fatta forse eccezione per Torino. In più occasioni il sindaco Piero Fassino si era detto, infatti, favorevole. Ancora piuttosto critici, invece, i Municipi di Brescia, Genova e Reggio Emilia. La riflessione più diffusa è che in questo momento, con i valori di Borsa così depressi, la fusione presenterebbe più di una criticità. Ieri i titoli hanno chiuso in negativo. A2A ha perso l’1,65% (a 0,45 euro ad azione) mentre Iren ha lasciato il 3,5% (a 0,34 euro ad azione).

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