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«Polizze e telefonini, clienti ingannati»

«Sei assicurato e forse non lo sai». Non poteva essere più azzeccato il titolo dato dall’Ivass all’indagine condotta sulle polizze «occulte». In pratica, coperture assicurative propinate ai consumatori a loro insaputa, nascoste in contratti di fornitura di luce e gas e pacchetti viaggio oppure abbinate a offerte commerciali, che spesso sono presentate come un benefit, come il rimborso delle spese mediche e di perdita di bagaglio nei viaggi o quelle che le banche offrono automaticamente ai nuovi correntisti. Un fenomeno che interessa 15 milioni di persone, con oltre 1.600 tipologie di «pacchetti» offerti, su cui l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni vuole vedere chiaro. «In molti casi — scrive l’Autorità presieduta da Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia — viene dichiarata la gratuità della copertura assicurativa, aspetto che dovrà essere approfondito per accertare che i relativi costi non siano ribaltati sui consumatori dai fornitori del bene/servizio principale».
L’indagine è stata aperta il 31 ottobre 2013 e si è conclusa il primo marzo 2014. I risultati sono riferiti alla situazione esistente al 30 giugno 2013. Obiettivo dell’Ivass è quello di garantire che il consumatore sia consapevole di aderire a coperture assicurative nel momento in cui acquista beni o servizi di altra natura e dei relativi costi, al fine di beneficiarne in caso di bisogno.
L’Ivass ha riscontrato, tra l’altro, la scarsa conoscibilità delle condizioni contrattuali e l’adesione con la formula del silenzio-assenso, vietata in Italia dalla normativa assicurativa per i contratti a distanza. Nel 61% dei casi il premio è inferiore a 30 euro. Quasi un quarto, tuttavia, è superiore ai 100 euro. Problemi anche con le modalità di recesso. In alcuni casi, infatti, si chiede all’assicurato di recedere in modo esplicito dal contratto, sebbene l’adesione sia avvenuta in automatico. Nel mirino della rilevazione dell’Ivass sono finite 34 compagnie italiane e dieci estere.
E anche dall’Antitrust giungono notizie poco rassicuranti per i consumatori. Nel bollettino settimanale, l’Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella ha informato di aver aperto quattro istruttorie a seguito di esposti presentati dal Codacons, nei confronti di Telecom Italia, Wind, Vodafone e H3G. Le indagini sono state aperte per accertare l’eventuale utilizzo di pratiche commerciali scorrette quali, ad esempio, servizi a pagamento (per esempio giochi) non richiesti ma addebitati. La compagnia «avrebbe fornito agli utenti di telefonia mobile servizi a pagamento (servizio Premium) non richiesti oppure richiesti inconsapevolmente e addebitato i relativi importi sul credito telefonico del consumatore».

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