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“Polizze, Btp e titoli in lire turche ecco come investiva la banda del 5%”

La banda del 5% era un plotone, capace di drenare guadagni per centinaia di milioni usando come idrovora il desk proprietario del Mps. Il sequestro di un personal computer, che sembra prelevato dalla fiduciaria Galvani di Bologna ed é stato condotto presso la procura locale ieri, dimostra quanto il filone delle «creste» su titoli sia esteso e foriero di sviluppi. Presso la Galvani sono stati sequestrati asset finanziari per una ventina di milioni di Gianluca Baldassarri, ex responsabile della direzione finanza Mps e mente della «struttura plurisoggettiva organizzata ove gli indagati hanno assunto un ruolo verticistico e di organizzazione della associazione criminale », si legge nel decreto di sequestro. Il finanziere deve rispondere di associazione per delinquere e truffa, con una decina di sodali. A ore i tre pm Giuseppe Grosso, Antonino Nastasi e Aldo Natalini lo aspettano per sentire la sua versione dei fatti.
Dalle carte emerge anche il vasto giardinetto di investimenti personali di Baldassarri, del suo vice Alessandro Toccafondi, dei fiancheggiatori dell’intermediario Enigma Securities. Roba da professionisti; soprattutto «di sicura provenienza illecita mediante reiterate operazioni fraudolente», anche tenendo conto «della sproporzione degli importi scudati rispetto alle entrate degli indagati». Nessuno di loro, si apprende, aveva redditi superiori al mezzo milione annuo: ma solo i sequestri e le somme scudate ammontano a 40 milioni. Baldassarri aveva in Galvani fiduciaria una liquidità per 8,48 milioni, poi altri 2 milioni in Btp, due polizze Valor Life per 3,66 milioni in Lichtenstein, una polizza zurighese di 2,43 milioni. In un’altra fiduciaria, la Compagnia nazionale, Baldassarri deteneva due polizze Credit Agricole lussemburghesi e svizzere per oltre 4 milioni. Notevole la dotazione del suo vice Toccafondi, indagato per gli stessi reati, che presso Cassa lombarda deteneva liquidità per 1,26 milioni. Le sue preferenze andavano ai bond: emissioni Mps per 700mila euro, titoli del Tesoro per mezzo milione, poi quote di fondi Carmignac per 1,9 milioni, fondi Mediolanum Pimco per 865mila euro, altri Btp e Cct per 2 milioni, una polizza Hansard da 600mila euro presso Banca Cis di San Marino. Anche Fabrizio Cerasani, fondatore e capo di Enigma indagato per truffa, non scherza. Ha due conti correnti presso Allianz Bank con 4,5 milioni di saldo, e un dossier titoli collegato da 2,6 milioni; idem il socio David Ionni. I loro quattro conti in Allianz Bank hanno numeri progressivi, cosa che fa pensare che siano stati aperti ad hoc.
Oltre ad Enigma, a Lutifin e alla Pa di Alessandro Proto — anch’egli sotto procedimento per riciclaggio, ma a Lugano, e oggetto di sequestro di beni — emerge un altro intermediario colluso con la «banda del 5%». É Aston Bank, «giovane, dinamica e indipendente banca svizzera» — così si definiva nelle brochure — in liquidazione fallimentare dopo uno scandalo con buco da 20 milioni del 2009. La verifica dei documenti contabili ha fatto aprire le indagini della magistratura elvetica per controllare operazioni sospette di tre manager del Monte dei Paschi. Era tutto denunciato, dal marzo 2011 in un audit del Monte: «Aston Bank acquistava titoli alle condizioni migliori del mercato (cosa che avrebbe potuto fare direttamente Mps) e otteneva un utile gonfiato poi suddiviso tra i complici nella banca senese». É un po’ lo schema cardine di ogni operazione dei dirigenti infedeli senesi in quegli anni. I controlli interni rivelano che tra 2006 e 2007 vengono effettuate 79 operazioni in lire turche con Aston Bank «per un nominale di quasi 142 milioni, più altre migliaia di operazioni dell’importo variabile da 9 a 20 milioni di euro ciascuna». L’informativa su Aston Bank partita da Lugano verso Siena che segnalava un funzionario infedele negli uffici di finanza Mps a Milano diede luogo al licenziamento del dipendente. Ma questi fece ricorso e il 14 dicembre 2012 il tribunale milanese obbligò la banca a reintegrarlo «con mansioni equipollenti».

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