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Polizza senza appeal per le casalinghe

Considerata all’estero con interesse, la legge 493/99 – che tutela la salute nelle abitazioni e istituisce l’assicurazione per le casalinghe gestita dall’Inail con fondo autonomo speciale – ha reso obbligatorio il versamento di un premio a copertura della pericolosità del lavoro domestico dall’1 marzo 2001.
Le persone soggette all’obbligo assicurativo perché svolgono in via esclusiva l’attività di cure domestiche sono, secondo stime Inail, poco più di 7 milioni, ma a fine 2012 (ultimo dato utile) gli assicurati erano meno di un quarto (1.595.372), in flessione rispetto al 2005 (2.612.559). Da allora si rileva un trend negativo di 200mila iscrizioni in meno all’anno (si veda anche «Il Sole 24 Ore» del 12 gennaio). Alla base dell’evasione si conta anche il fatto che, per quanto il premio da pagare sia basso, il grado di inabilità indennizzabile – abbassato nel 2006 dal 33% al 27% – resta alto in relazione alla tipologia di infortuni che normalmente si verificano. E questo spiega perché ai fini di aumentare le adesioni più volte l’Istituto si sia reso latore di proposte volte ad ampliare l’ambito delle prestazioni, ad innalzare il limite di età per l’assicurazione a 70 anni e a incrementare il premio, proposte che allo stato non hanno ancora trovato formalizzazione.
Premio e soggetti obbligati
Il premio costa 12,91 euro per anno solare, non frazionabile su base mensile, deducibile ai fini fiscali. Sono esonerati dal versamento, ed in questo caso la spesa dell’assicurazione è sostenuta dallo Stato (dietro autocertificazione), i titolari di un reddito proprio non superiore a 4.648,11 euro annui e un reddito familiare non superiore a 9.296,22, determinabile facendo rinvio al reddito complessivo lordo dell’anno precedente.
Devono pagare l’assicurazione i componenti del nucleo familiare (uomo o donna) tra 18 e 65 anni, che svolgono, in via non occasionale, senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito, attività in ambito domestico finalizzata alla cura delle persone che costituiscono il proprio nucleo familiare e alla cura dell’ambiente domestico in cui dimora lo stesso nucleo. L’obbligo assicurativo viene meno se i componenti del nucleo familiare svolgono attività che comporti l’iscrizione ad altre forme obbligatorie di previdenza sociale. Rientrano tra i soggetti assicurabili: i pensionati che non hanno superato 65 anni; i cittadini stranieri che soggiornano regolarmente in Italia; coloro che, avendo già compiuto 18 anni, lavorano esclusivamente in casa per la cura dei componenti della famiglia (ad esempio, ragazzi e ragazze che sono in attesa di prima occupazione); gli studenti i quali, anche se studiano e dimorano in una località diversa dalla città di residenza, svolgono attività in ambito domestico; il lavoratore in Cig, il lavoratore in mobilità e i lavoratori stagionali, temporanei e a tempo determinato per i periodi in cui non svolgono attività lavorativa.
L’oggetto dell’assicurazione
L’assicurazione comprende i casi di infortunio avvenuti, per causa violenta o virulenta, in occasione e a causa di lavoro in ambito domestico, a condizione che dall’infortunio sia derivata una inabilità permanente al lavoro pari o superiore al 27% (si legga anche l’altro articolo). Si considerano avvenuti in occasione ed a causa di lavoro in ambito domestico gli infortuni:
– conseguenti al rischio derivante dallo svolgimento di attività finalizzate alla cura delle persone che costituiscono il nucleo familiare e dell’ambiente domestico ove dimora lo stesso nucleo familiare;
– verificatisi nell’immobile di civile abitazione ove dimora il nucleo familiare dell’assicurato, delle relative pertinenze e delle parti comuni condominiali. Rientrano nella tutela assicurativa gli infortuni avvenuti per attività connesse ad interventi di piccola manutenzione i quali non richiedono una particolare preparazione tecnica.
Sono, invece, esclusi dall’assicurazione:
– gli infortuni verificatisi al di fuori del territorio nazionale;
– gli infortuni conseguenti ad un rischio estraneo al lavoro domestico;
– gli infortuni derivanti da calamità naturali, crollo degli immobili derivante da cedimenti strutturali, guerra, insurrezione o tumulti popolari;
L’applicazione del principio della non automaticità delle prestazioni, come accade per i lavoratori autonomi, ha comportato la scelta di escludere dalle prestazioni i soggetti non in regola con gli obblighi di iscrizione/versamento del premio, senza possibilità di sanare retroattivamente le situazioni irregolari, fermo restando l’obbligo di versare i premi evasi o omessi.

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