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Polizza obbligatoria, avvocati e ingegneri alla gara europea

Un fiore all’occhiello per i notai, un problema per i medici: l’assicurazione obbligatoria per i professionisti, in ogni caso, non si esaurisce in un adempimento formale. I più preoccupati sono i medici, che oggi incontrano il ministro della salute Renato Balduzzi anche per affrontare il tema della responsabilità professionale. Una delle ragioni che ha portato i sindacati dei ginecologi a indire per il 12 febbraio lo “sciopero delle nascite”, stoppando oltre 1.100 parti programmati. «Il costo delle polizze è altissimo – spiega il segretario nazionale della Federazione nazionale dei medichi chirurghi e odontoiatri, Luigi Conte – un giovane specializzato in ginecologia arriva a pagare 10mila euro l’anno, mentre per un primario si sale a 18mila. Cifre che decurtano stipendi bloccati da tre anni e probabilmente fermi per i prossimi due».
«Oltre a individuare i broker più competitivi stiamo pensando alla creazione di un fondo – annuncia Conte – da realizzare con il contributo del professionista e dell’assicurazione, a cui il medico può attingere per una misura che non può superare il 4% del premio. Il timore di un contenzioso sempre più alto (+24%) rende concreto il rischio di passare dalla medicina difensiva alla medicina astensionista. In questo contesto – conclude il segretario della Fnmceo – si inseriscono le speculazioni: sulla metro e sui bus fioriscono offerte di avvocati che si propongono a chi ritiene di aver subito un danno».
Chiaro sulle richieste da fare al ministro Salvo Calì, segretario generale del sindacato medici italiani: «Al ministro proporremo un intervento strutturale: depenalizzare l’atto medico e potenziare le camere arbitrali con chiari criteri di qualità (con medici e avvocati) al fine di ridurre il contenzioso».
Tutt’altra atmosfera in casa dei notai: l’unica categoria con una polizza collettiva e un contratto triennale “blindato” che non consente il recesso dell’assicurazione. «Abbiamo da poco rinnovato il contratto per il triennio 2013-2016 – informa il coordinatore della commissione assicurazioni, Aniello Calabrese – e siamo stati i primi, dal ’97, a stipulare una polizza che copre tutti gli iscritti».
Gli avvocati si stanno preparando. «Il Consiglio nazionale forense – dichiara il consigliere Luca del Paggio, delegato a seguire le assicurazioni – ha concluso il 18 gennaio scorso la gara europea indetta per individuare un consulente e un broker assicurativo che possa coadiuvarlo nella definizione delle condizioni essenziali di una polizza-tipo e, in un secondo momento, nell’individuazione della tipologia della soluzione da adottare. L’obiettivo, per cui siamo in contatto anche con la Cassa forense, è quello di definire una polizza collettiva con le adeguate coperture finanziarie in modo che gli avvocati si possano fare carico di un premio contenuto».
Pensano a una gara anche gli ingegneri. «Abbiamo fatto un’operazione di scrematura e individuato i broker più competitivi – dice il presidente del Consiglio nazionale, Armando Zambrano –. L’intenzione è di indire una gara ma, per questo mese, la precedenza va ai regolamenti su formazione, parametri e testo unico».
Hanno già scelto, invece, i consulenti del lavoro. «Abbiamo una convenzione con una compagnia che risponde alle esigenze del nostro core business – spiega il presidente del Consiglio nazionale, Marina Calderone – e il broker ci dice che i colleghi si stanno assicurando. Tanti già dotati di polizza stanno facendo i “confronti” sulla convenienza. Non ci sarà comunque una corsa a ridosso di agosto, quando l’obbligo diventerà operativo».

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