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Polizia con telecamera

Polizia al corteo con la mini telecamera. Con un parere, riportato sulla newsletter 393 del 30/9/2014, il garante della privacy ha dato il via libera al sistema di ripresa delle manifestazioni pubbliche, avviato sperimentalmente a Torino, Milano, Roma e Napoli. Ma ha richiamato all’utilizzo mirato ai casi in cui il corteo degeneri pericolosamente.

Peraltro la valutazione della pericolosità della situazione non può che essere lasciata alla prudenza e alla capacità professionale delle forze dell’ordine, alle quali, non a caso, si richiede di cancellare tempestivamente le registrazioni superflue e non utilizzabili. Nel dettaglio il sistema, promosso dal Dipartimento di pubblica sicurezza, prevede l’assegnazione agli agenti di polizia di telecamere indossabili di ridotte dimensioni. Le telecamere individuali sono applicate al gilet tattico e sono attivate in base alle indicazioni del funzionario che dirige il reparto di polizia. Le videocamere e le schede di memoria sono dotate di un numero seriale che viene annotato in un apposito registro con l’indicazione di giorno, orario, servizio svolto, qualifica e nominativo dell’agente che firma la presa di incarico e la restituzione. La scheda di memoria, al momento della consegna agli agenti, non dovrà contenere nessuna immagine registrata in precedenza. Spetta al funzionario che impiega il reparto impartire l’ordine di attivazione dei dispositivi così come quello di cessazione delle riprese. Al termine del servizio gli agenti, previa compilazione di un foglio di consegna, affideranno tutta la documentazione video realizzata al funzionario che la consegnerà alla locale Polizia scientifica. Inoltre le riprese dovranno essere conservate per un periodo di tempo limitato e poi cancellate. Infine, ha specificato il Garante, nel caso si siano effettuate riprese in occasione di situazioni di presunto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica poi non concretizzatosi, deve essere disposta la tempestiva cancellazione delle immagini. Il sistema comporta il bilanciamento tra la sfera di riservatezza individuale e l’esigenza di prevenzione, accertamento e repressione dei reati. Poiché non è certo possibile stabilire a priori quando si può dare l’ordine di accendere le telecamere, il garante, per lo meno, chiede che le immagini riprese siano pertinenti e non eccedenti. Il sistema, quindi, dovrà essere attivato solo nel caso di insorgenza di concrete e reali situazioni di pericolo di turbamento dell’ordine e della sicurezza pubblica. Partecipare a una manifestazione quasi sempre evidenzia un dato sensibile (ad esempio una convinzione politica o sindacale) e questo rende necessario limitare la raccolta dati allo scopo di non schedare le persone. Ma c’è anche da rispettare la privacy di chi venga ripreso solo perché si trova in piazza, per ragioni estranee alla partecipazione al corteo.

Google

Garanti europei all’attacco di Google, a garanzia del diritto di oblio. Dopo la sentenza della Corte di giustizia europea sull’obbligo di cancellare i link dall’elenco dei risultati (causa C-131/12), Google è un sorvegliato speciale. I Garanti europei con la decisione del 17/9/2014 fanno fronte comune contro eventuali dinieghi del colosso di Mountain View. La sentenza riguarda tutti i motori di ricerca, anche se non sempre rispettano la pronuncia. Il problema è diffuso in tutto il vecchio continente e i garanti vogliono rispondere in maniera uniforme: a questo scopo condivideranno un data base con l’archivio delle decisioni e elaboreranno criteri comuni nella gestione dei ricorsi e reclami presentati da utenti non soddisfatti della risposta fornita dai motori di ricerca.

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