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Politici e manager a Cernobbio. Messaggio (a sorpresa) di Putin

Il Forum Ambrosetti di inizio settembre è da sempre l’occasione per prendere il polso del Paese e di come l’Italia si muove negli equilibri europei e internazionali. Dopo un anno e mezzo di pandemia, nel momento in cui entra nel vivo l’attuazione del Recovery e all’indomani della caotica ritirata occidentale dall’Afghanistan, l’incontro di Cernobbio arriva quando serve. L’intera classe dirigente politica e degli affari deve guardarsi allo specchio. Ha bisogno di ascoltare gli invitati di Villa d’Este, per iniziare per ridisegnare mentalmente la mappa delle strade possibili dei prossimi anni. Adesso come in poche altre occasioni del passato recente.

A maggior ragione per questo farà discutere una novità nell’agenda dei tre giorni di Cernobbio: stamattina il messaggio di apertura sarà affidato a Vladimir Putin. Il leader russo non invia un proprio rappresentante e a leggere le sue parole sarà la moderatrice della prima sessione dei lavori, Monica Maggioni della Rai. Ma a Putin spetterà di fatto il primo intervento, nella giornata dedicata all’agenda internazionale quindi, in serata, a un dibattito intitolato alle “sfide che ha di fronte a sé l’amministrazione di Joe Biden” negli Stati Uniti. Il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella verrà invece letto all’inizio della sessione di domani, dedicata all’Europa.

Non è senza precedenti, anche se è raro, che una grande personalità internazionale mandi un messaggio al Forum di Villa d’Este. L’anno scorso lo fece Papa Francesco. Più inusuale è che tocchi a un leader così controverso, sul cui ruolo gli altri partecipanti del Forum Ambrosetti sono — come minimo — profondamente divisi. Dice Gianluca Garbi, amministratore delegato di Banca Sistema e componente del consiglio di Borsa Italiana, che da domani sarà nella platea di Villa d’Este: «Avere un messaggio di Putin in apertura dei lavori mi sembra un po’ peculiare. Che ci possa essere un altissimo rappresentante di un Paese importante è un valore aggiunto, ma neanche all’allora vicepresidente americano Dick Cheney, quando partecipò, furono riservate le parole inaugurali».

Sicuramente il messaggio di Putin sarà in gran parte solo formale, non politico. La sostanza verrà più tardi nella giornata, per esempio con l’intervento in videoconferenza del capo consulente medico della Casa Bianca Anthony Fauci. Il presidente russo si limiterà ad augurare buon lavoro al Forum, sottolineando l’importanza del ruolo dell’Italia anche come presidente di turno del G20 e auspicando una cooperazione sempre più stretta fra Roma e Mosca. Niente di più. Del resto la stessa scelta di mandare una breve lettera nasce dal fatto che lo stesso Putin ha declinato l’invito a intervenire di persona o in videoconferenza a Cernobbio. Garbi osserva: «Come partecipante del Forum non mi offendo per questa iniziativa, anzi la trovo interessante. Il problema potrebbe porsi per l’equilibrio fra le altre persone chiamate a intervenire: qualcuno potrebbe risentirsi di parlare dopo Putin».

Magari questo è un episodio minore di un fenomeno più vasto che non riguarda tanto il Forum Ambrosetti, ma gran parte dell’Europa occidentale: la difficoltà nei principali Paesi dell’Unione di orientarsi fra valori e Realpolitik, nel rapporto con i grandi blocchi di potere globale da cui dipende la nostra prosperità. Possibile che anche di questo si parti domani a Cernobbio con il commissario europeo Paolo Gentiloni, i ministri finanziari di Francia e Spagna, Bruno Le Maire e Nadia Calviño.

Anche l’agenda puramente italiana del Forum sarà molto ricca. Non ci sarà il premier Mario Draghi, ma a Villa d’Este sfila fra sabato e domenica più di mezzo governo: i ministri Patrizio Bianchi (Istruzione), Renato Brunetta (Pubblica amministrazione), Marta Cartabia (Giustizia), Roberto Cingolani (Transizione ecologica), Vittorio Colao (Innovazione), Luigi Di Maio (Esteri), Daniele Franco (Economia), Mariastella Gelmini (Affari regionali), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico), Enrico Giovannini (Infrastrutture), Luciana Lamorgese (Interni) e Andrea Orlando (Lavoro).

Domenica poi un paio d’ore saranno riservate a un confronto puramente politico fra leader di maggioranza e opposizione, con Giuseppe Conte (in videoconferenza), Enrico Letta, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Dell’Italia si dice spesso che la carenza di una classe dirigente compatta, con una visione chiara del Paese, è una debolezza da sempre. Se solo avesse accettato il confronto e le domande dalla platea — invece di tenersi a distanza con il suo messaggio — Putin a Cernobbio avrebbe potuto capire se è vero. O magari no.

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