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Pochi pagano tasse e mutui lo Stato non onora i debiti Paese in asfissia finanziaria

La Grecia a corto di quattrini ha trovato il miglior modo per risparmiare i pochi soldi che ha: non spenderli. Sul mercato, dice la Barca centrale ellenica, non c’è mai stata tanta moneta contante. I risparmiatori hanno svuotato i loro conti in banca (i depositi sono crollati dai 160 miliardi di dicembre ai 130 di oggi) e in circolazione a fine maggio c’erano 45,5 miliardi in banconote di ogni taglio, il 50% in più di fine 2014. Peccato che questa montagna d’oro sia sparita nel nulla. «E sa perché? – ride il dentista Manos Dimou ritirando due bigliettoni verdi da 100 freschi di zecca da un bancomat a Kolonaki- . Perché qui nessuno paga più niente!». Non saldano mutui, bollette e tasse le persone (tante) che non riescono a mettere insieme pranzo e cena. «Ma anche chi potrebbe farlo come me – confessa Manos – aspetta per paura della Grexit. E si tiene il tesoretto a casa ». Risultato: il Paese soffoca in un’asfissia finanziaria che rischia di mandare gambe all’aria in poche settimane l’intera economia nazionale.
La crisi di fiducia è a tutto campo. «E non c’è da stupirsi, visto che il primo a dare il cattivo esempio è lo Stato», racconta il commercialista Dimitris Spanakis, sfaccendato davanti a un milk- shake al Panapistemiou malgrado (in teoria) sia tempo di dichiarazioni dei redditi. Da agosto 2014 la Troika non versa più ad Atene un euro. «E con la liquidità agli sgoccioli il governo, per poter saldare stipendi e pensioni, ha fatto quello che avrei fatto io – dice Dimistris – : ha smesso di pagare i fornitori, risparmiando da inizio anno 2,6 miliardi». Non vedono un centesimo da mesi le aziende che vendono la cancelleria al ministero dell’istruzione, sono in arretrato di un miliardo le società farmaceutiche che garantiscono i medicinali agli ospedali. Le stesse strutture sanitarie pubbliche, a un passo dal collasso, hanno ricevuto nei primi quattro mesi del 2015 dallo Stato 43 milioni contro i 670 dell’anno scorso. «E per curare i pazienti ricicliamo siringhe e guanti sterilizzati », confessa un’infermiera dell’Evangelismos. Le nuove fatture non onorate dai ministeri da inizio anno valgono un miliardo di euro. E gli arretrati complessivi sono lievitati a 4 miliardi.
Se il governo non rispetta i suoi impegni con i cittadini, è difficile immaginare che possa accadere il contrario. E i greci, infatti, hanno quasi smesso di pagare le tasse. «Siamo disperati», dicono negli uffici del Gsis di Kallithea, la centrale operativa degli 007 dell’agenzia delle entrate. Da gennaio mancano all’appello un miliardo di versamenti. I debiti dei cittadini con il fisco, gonfiati dalla crisi e in qualche caso vecchi di anni, sono la bellezza di 77 miliardi. E la stagione del 740in scadenza in teoria il 30 giugno – promette un altro bagno di sangue. Fino ad ora sono state presentate 1,9 milioni di dichiarazioni. A cinque giorni dal termine ne mancano all’appello 4,1 milioni. Arriveranno? Chissà. Nel frattempo è allarme rosso: «Noi al massimo riusciamo a elaborarne 150mila al giorno se no il sistema va in crash – ammettono al Gsis –. Lo scorso anno ci siamo riusciti costringendo i contribuenti a presentare le denunce dei redditi online di notte. Quest’anno non bastano più nemmeno gli straordinari fuori orario». Per centrare l’obiettivo si dovrebbe viaggiare a 650mila file ogni 24 ore. Impossibile. E il governo ha deciso così ieri di posticipare la scadenza al 27 luglio.
Dove sono finiti tutti questi soldi spariti dalla circolazione? Un’idea ce la si può fare leggendo la (triste) storia di un ex dirigente delle Ferrovie elleniche, morto per cause naturali in un bar di Salonicco un paio di settimane fa. In tasca aveva 2mila euro in contanti. E quando i parenti sono entrati in casa – racconta il sito Keep Talking Greece – hanno trovato 1,5 milioni di euro in banconote da 500 e 350mila in monete d’oro ben custoditi in appositi Tupper stipati in ogni angolo dell’appartamento.
Chi ha liquidità, insomma, se la tiene ben stretta. C’è il mutuo da pagare? No problem, basta non pagarlo. E non lo fa solo chi non ha i soldi. «Ormai ci provano quasi tutti spiega Eva Tzachalotous, agente immobiliare – . Tanto il governo ha messo in cantiere una norma per la rateizzazione degli arretrati senza penali». Le conseguenze sono disastrose: a dicembre un terzo dei titolari di mutuo era moroso. Ora siamo a due su 5. Il totale dei debiti non onorati viaggia a quota 75 miliardi, un macigno che rischia di mettere ko le banche. «E’ come il gatto che si morde la coda – conclude Eva – . Le banche, lasciate a secco dai clienti, rischiano di fare crac e mandare la Grecia in default. I timori di Grexit, a catena, rendono ancora più prudenti i greci». E i soldi, in attesa di buone notizie da Bruxelles, continuano a rimanere ben nascosti nel materasso.
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