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Poche gare e commissari Per gli appalti scatta la deregulation

eregulation di un anno, fino al 31 luglio del 2021 per il Codice degli appalti. Il cuore del decreto semplificazioni, costituito dai primi nove articoli, è quello di liberare da “lacci e lacciuoli” le procedure per gli appalti di opere pubbliche. Vediamo punto per punto la riforma.
Senza gara sotto 150 mila euro
Le opere pubbliche che hanno un valore inferiore a 150 mila euro potranno essere assegnate senza un bando di gara aperto a tutti. Si ricorrerà all’affidamento diretto, cioè senza la consultazione di più imprese. Questo sistema fino ad oggi era riservato a opere di valore minore fino a 40 mila euro. Sopra i 150 mila euro si applica la cosiddetta “procedura negoziata”: in questo caso si costituisce una rosa di imprese candidate, con rotazione degli inviti e tenendo conto della dislocazione territoriale, e si sceglie l’offerta migliore che potrà essere limitata alla valutazione del solo prezzo. Le imprese invitate sono cinque tra i 150 mila i 350 mila euro, dieci fino ad un milione e quindici fino a 5 milioni. Tutto deve avvenire al massimo in quattro mesi. Sopra c’è la gara europea, ma l’emergenza Covid può derogare ad ogni paletto.
I commissari straordinari e il modello Genova Sarà possibile nominare una serie di commissari straordinari in presenza, come ha detto Conte, di «casi complessi». La ministra De Micheli (Infrastrutture) ha parlato di sintesi di esperienza precedente. Non si arriverà al modello Genova, ma si faranno passi in avanti rispetto ad oggi: sono nominati dal governo, ratificati dalle Commissioni parlamentari, avranno il potere di agire come stazione appaltante in deroga alla normativa. È possibile che siano oggetto di commissariamento una cinquantina di opere.
Stop alla “paura della firma”
L’espressione è del presidente del Consiglio. Si re-stringe la fattispecie del danno erariale competenza della Corte dei conti: sarà punito solo c’è il dolo, cioè consapevolezza e intenzionalità, e non in presenza di generica colpa grave. Per chi omette di firmare invece per inerzia o paura resta la colpa grave: più rischi dunque per chi tiene fermi i provvedimenti che per quello che li sblocca. Il reato di abuso d’ufficio sarà circoscritto: scatterà a fronte di violazioni di specifiche regole di condotta e non semplici norme o principi generali.
No al blocco dei Tar
Una norma prevede che le opere urgenti non vanno bloccate in caso di ricorsi giudiziari o al Tar (accade spesso nelle “guerre” tra le imprese a colpi di ricorsi). Si formerà una squadra di collegi consultivi tecnico-giuridici per dirimere i contenziosi, ci sarà un fondo per evitare l’esaurimento improvviso delle risorse. Vela per tutti la regola del silenzio-assenso dopo i 60 giorni.
Antimafia e ambiente
Le procedure per la concessione della certificazione antimafia e della valutazione di impatto ambientale saranno rese più veloci.
Nessun bando fino ai 150 mila euro Circoscritto l’abuso d’ufficio Più veloci i certificati antimafia
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