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Pmi, sul piatto ancora 4,9 mld

Ammontano a 4,9 miliardi di euro i fondi ancora non spesi del plafond stanziato dalla Cassa depositi e prestiti per i finanziamenti alle pmi. Dei 10 miliardi inizialmente stanziati con l’accordo del 2012, solamente poco più della metà, pari a 5,1 miliardi di euro, si sono effettivamente tradotti in finanziamenti erogati alle pmi. Questo dato emerge dal periodico monitoraggio diffuso dall’Abi in merito al Plafond investimenti di Cdp e fa riferimento alla situazione al 30 settembre 2014. Vanno quindi a rilento le erogazioni dei fondi alle piccole e medie imprese, soprattutto considerando che, a oggi, c’è tempo solo fino al 31 dicembre 2014 per accedere alle risorse, salvo ulteriore proroga dell’accordo. Il plafond diventato pienamente operativa da gennaio 2013 nell’ambito dell’accordo «Nuove misure per il credito alle pmi» stipulato nel 2012 tra Abi e tutte le associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale, alla presenza del ministro dell’Economia e delle Finanze e del ministro dello Sviluppo economico, rischia quindi di non essere terminato a quasi due anni dall’avvio. L’accesso da parte delle pmi avviene presentandosi in una delle banche convenzionate che a loro volta richiedono i fondi Cdp per erogare i finanziamenti. Quindi, da questo dato emerge una doppia possibilità: o le imprese non stanno richiedendo finanziamenti erogabili a valere sul plafond oppure le banche non stanno richiedendo i fondi alla Cdp.

Quasi una domanda su due relativa all’industria

Il monitoraggio dell’Abi fornisce anche qualche dato in più sulle caratteristiche dei finanziamenti erogati. IN particolare, dall’analisi emerge che le richieste di finanziamento presentate e accolte sono per il 77,8% relative a investimenti in beni materiali. Considerando le sole richieste accolte, quelle «coperte» dal Fondo di garanzia per le pmi, dall’Ismea o dalla Sace, nonché dai Confidi, rappresentano il 19,3%, quindi circa una domanda su cinque. Nell’ambito dei finanziamenti erogati, quelli di durata superiore a tre anni sono pari al 72,3% per cento, quindi quasi tre finanziamenti su quattro. Per quanto riguarda la suddivisione settoriale dei finanziamenti, emerge che il 43,1% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore «industria», il 28,9% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore «commercio e alberghiero», il 6% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore «artigianato», il 4,7% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore «edilizia e opere pubbliche», il 3,8% dei finanziamenti è riferito a imprese del settore «agricoltura» e il restante 13,5% ad aziende del comparto «altri servizi».

Finanziamenti anche per investimenti già avviati

Possono accedere ai finanziamenti del plafond «Progetti Investimenti Italia», le pmi operanti in Italia, così come definite dalla normativa comunitaria, appartenenti a tutti i settori. Le pmi, al momento di presentazione della domanda, non devono avere posizioni debitorie classificate dalla banca/intermediario finanziario come «sofferenze», «partite incagliate», esposizioni ristrutturate o «esposizioni scadute/sconfinanti», né procedure esecutive in corso. Gli investimenti che potranno essere oggetto di finanziamento sono tutti gli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività d’impresa, diversi da quelli alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa stessa. Possono essere oggetto di finanziamento anche gli investimenti avviati nei sei mesi precedenti al momento di presentazione della domanda. La finalità di investimento deve essere mantenuta per l’intero periodo di durata del finanziamento.

Ok a tutti gli investimenti di tipo produttivo

Sono finanziabili gli investimenti produttivi quali acquisto di terreni e immobili, opere murarie, acquisto di impianti, macchinari, attrezzature, immobilizzazioni immateriali quali brevetti, marchi, trasferimento di tecnologia, anche se trattasi di beni usati. Inoltre sono finanziabili investimenti in servizi di consulenza e per la partecipazione a fiere, attività di ricerca, sviluppo e innovazione. Considerato comunque che la banca mantiene una propria autonomia decisionale sulla concessione del finanziamento, la stessa banca è in grado di restringere ulteriormente il campo degli investimenti finanziabili, a propria discrezione e in base alla pmi richiedente.

Possibile cumulare altre agevolazioni

I fondi Cdp a sostegno delle imprese di piccole e medie dimensioni su tutto il territorio nazionale non rappresentano un aiuto di stato, anche perché i finanziamenti sono erogati a condizioni di mercato. Questo permette di ottenere un finanziamento sul plafond investimenti e di richiedere comunque un’altra agevolazione pubblica sul piano di investimenti da effettuare. Ad esempio, nel caso di un investimento in un macchinario produttivo, una pmi può richiedere il finanziamento sul plafond Cdp, assisterlo con una garanzia pubblica sul fondo di garanzie e ottenere anche il credito d’imposta per investimenti introdotto dal decreto legge 24 giugno 2014, n. 91.

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