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Pmi e startup, detassate le plusvalenze dei soci

Niente tasse sulle plusvalenze realizzate dai soci di pmi e startup innovative. In base a quanto previsto dall’art. 14 del decreto legge n. 73/2021, chi investe in queste imprese non pagherà fino al 2025 l’imposta al 26% sulle plusvalenze che derivano dalla cessione delle relative partecipazioni detenute da almeno tre anni. La detassazione del capital gain riguarda il realizzo di plusvalenze (di cui all’art. 67, comma 1, lettera c del Tuir) derivanti dalla cessione di partecipazioni acquisite mediante sottoscrizione di capita Partecipazioni in pmi e startup innovative. Le persone fisiche che detengono partecipazioni in tali imprese per almeno tre anni, qualora al termine di tale periodo emerga una plusvalenza dalla cessione di tali asset, l’operazione non sarà tassata consentendo così un risparmio d’imposta del 26%. Rientrano nell’agevolazione scale sia le partecipazioni quotate che quelle non quotate, nonché le partecipazioni qualificate e non qualificate. L’esenzione spetta ai conferimenti in denaro iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva da sovrapprezzo delle azioni o quote, anche a seguito della conversione di obbligazioni convertibili in azioni o quote di nuova emissione.

Partecipazioni in società di persone e di capitali. Non sono soggette a imposizione le plusvalenze realizzate da persone fisiche, derivanti da cessione di partecipazioni al capitale in società di persone e in società di capitali (artt. 5 e 73 Tuir) qualora e nella misura in cui, entro un anno dal loro conseguimento, siano reinvestite in pmi e startup innovative mediante sottoscrizione del capitale sociale entro il 31/12/2025.

Soggetti beneficiari ed esclusi. La detassazione del capital gain prevista dal decreto Sostegni bis è riservata alle sole persone fisiche che non esercitano attività d’impresa (cioè soggetti per i quali non risulta applicabile il regime PEX, ex art. 87, Tuir), mentre le società semplici, gli enti non commerciali non esercenti attività d’impresa e le società estere prive di stabile organizzazione in Italia continuerebbero a scontare la tassazione ordinaria del 26% sulle plusvalenze.

Decorso del triennio. I reinvestimenti nel capitale sociale delle pmi e startup innovative, effettuati entro il 31 dicembre 2025 (ed entro un anno dalla loro realizzazione nel caso di plusvalenze conseguite dal realizzo di partecipazioni in società diverse dalle pmi e startup innovative), potranno godere sia delle detrazioni Irpef 50%, sia dell’esenzione da capital gain solo qualora siano decorsi tre anni dall’acquisizione. La cessione anche parziale della partecipazione, prima del decorso di tale periodo di tempo, sarebbe causa di decadenza integrale delle detrazioni Irpef. Per quanto riguarda la detassazione del capital gain, invece. La cessione parziale la decadenza dal beneficio riguarderebbe la quota parte della partecipazione ceduta, che si verrebbe a determinare in base alla differenza tra il valore di sottoscrizione della quota di capitale sociale della pmi o startup innovativa e il prezzo di vendita. L’eventuale restante quota non ceduta continuerebbe a beneficiare dell’esenzione da capital gain purché venga mantenuta fino al decorso del triennio.

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