Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Pmi, più vicino l’addio alla crisi

È ancora flebile e sfocata, ma appare sempre più vicina la luce in fondo al tunnel per le aziende con meno di 20 dipendenti. Lo rivela il decimo Osservatorio congiunturale di Fondazione Impresa sul secondo semestre 2014, che guarda con cauto ottimismo anche al 2015. Un nuovo segnale incoraggiante dopo gli indicatori diffusi nelle scorse settimane che mostrano un termometro dell’economia in lenta risalita.
Immaginando che la crisi sia un tunnel lungo 100 metri, nella seconda metà dello scorso anno le “piccole” hanno compiuto un nuovo balzo in avanti posizionandosi, in media, a quota 62,5. Un ulteriore avanzamento rispetto al primo semestre del 2014 e all’inversione di tendenza nella seconda parte del 2013. A tirare la volata – secondo un questionario realizzato su 1.200 aziende di taglia small – sono i servizi (73,1 metri), seguiti a breve distanza dal manifatturiero (72,8), che ha registrato il maggiore recupero. Qui più di tre imprese su dieci (il 31%) dichiarano di avere superato la fase di recessione. Viaggiano invece ancora al rallentatore l’artigianato e soprattutto il commercio, dove appena il 17,3% e il 16,2% delle aziende dichiarano di aver detto addio alla crisi. «Il momento più buio – afferma Daniele Nicolai, tra i curatori della ricerca – sembra superato e sono in atto prove tecniche di rilancio, con segnali positivi anche per il 2015. Il commercio risente invece della domanda interna debole».
La mappa territoriale vede ancora un’Italia spaccata in due, con segno positivo nel Nord e un leggero calo al Sud, dove la fase di risalita non è ancora iniziata. A fare da traino è il Nord-Est sotto la spinta «della forte vocazione internazionale».
A riprova del cambiamento in atto sono anche i cinque indicatori presi in esame dall’Osservatorio: occupazione, produzione/domanda, fatturato, ordini ed export. Tutti in timida ripresa. Sul fronte della forza lavoro le piccole imprese hanno pagato caro il prezzo della crisi, con un calo medio degli addetti del 4,1 per cento. Si iniziano però a intravedere i primi spiragli di una risalita: rispetto al primo semestre 2014, nella seconda parte dell’anno la maggiore spinta è arrivata dai servizi (+0,2%), mentre a livello territoriale è in testa ancora una volta il Nord-Est (+0,2%). Anche gli altri parametri hanno registrato un lieve miglioramento, con una dinamica positiva soprattutto per l’export, cresciuto in media dell’1,5 per cento. Un fiore all’occhiello per quasi un’impresa manifatturiera su tre. A guidare la ripresa è la piccola industria, che ha registrato i maggiori incrementi su base congiunturale: la produzione è cresciuta dello 0,3%, i ricavi dello 0,2% e le esportazioni dell’1,9 per cento. Commercio e artigianato continuano invece a vivere una situazione di stallo.
Le previsioni dell’Osservatorio sono incoraggianti anche per l’anno in corso. Nel primo semestre in tutti e quattro i settori è previsto un segno positivo per produzione, fatturato e occupazione. Sempre guardando avanti, il 32,4% delle Pmi ritiene di uscire dal tunnel entro quest’anno, con frequenze più elevate per il manifatturiero (46,9%). Per il commercio si profila invece la situazione più negativa: solo il 23,2% delle imprese intervistate ritiene che questo sia l’anno della svolta, mentre per più della metà occorrerà attendere fino al 2016. Il maggiore ottimismo si ritrova a Nord, dove il 38,7% delle imprese dichiara di poter uscire dalla crisi entro fine anno.
«A questi fattori – rileva Nicolai – vanno poi sommate le buone notizie sul fronte del cambio euro/dollaro e la maggiore liquidità disponibile grazie ai recenti interventi della Bce». Permane invece il pessimismo a Sud: solo due aziende su dieci vedono la svolta.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Primo giorno di lavoro in proprio per Francesco Canzonieri, che ha lasciato Mediobanca dopo cinque a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

 Un passo indietro per non sottoscrivere un accordo irricevibile dai sindacati. Sarebbe questo l’...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doveva essere una Waterloo e invece è stata una Caporetto. Dopo cinque anni di cause tra Mediaset e...

Oggi sulla stampa