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Pmi, sei passaggi per arginare l’impatto del Covid sui bilanci

Le imprese dotate di adeguati assetti organizzativi potranno superare con più facilità gli effetti negativi dell’emergenza da Covid-19. La media delle Pmi manifatturiere italiane, con un’incidenza dei costi fissi entro il 10%, con una perdita del fatturato non superiore al 20%, riusciranno, grazie ad adeguate contromisure, a contenere gli effetti del Covid-19 sulla redditività e sulla tesoreria. È quanto risulta da un recente analisi condotta da un gruppo di ricercatori del gruppo MPHIM+, che ha elaborato un modello che esamina gli effetti del Covid-19 sulla redditività e sulla tesoreria delle pmi italiane.

Per le altre realtà imprenditoriali invece gli effetti dell’emergenza potrebbero avere conseguenze difficilmente superabili in assenza di interventi radicali.

L’analisi conferma inoltre come la perdita del fatturato, in molti casi, non è l’elemento principale sulla quale concentrare tutte le attenzioni e le risorse disponibili. Spesso e volentieri i primi interventi correttivi, dopo quelli già intrapresi nella fase emergenziale di lockdown, dovranno piuttosto riguardare la gestione della tesoreria e la capacità dell’azienda di assicurare la ripartenza e gli impegni futuri.

Mai come in questo momento ogni decisione dei vertici aziendali dovrà essere attentamente meditata e frutto di analisi plausibili aventi a riferimento i possibili scenari futuri. Nell’ottica di fornire agli imprenditori e ai professionisti che li assistono uno strumento di ausilio in questa delicatissima attività.

L’esame in oggetto si basa sui dati di partenza reperiti da fonti ufficiali (rapporto Cerved Pmi 2019), ai quali si fa riferimento per contestualizzare la realtà aziendale da analizzare. Una volta definito il set di partenza è poi necessario valutare gli effetti che l’emergenza Covid ha causato nei fondamentali dell’azienda per individuare le più appropriate risposte da mettere in campo. Il tutto senza dimenticare la verifica dello stato di salute dell’impresa da effettuarsi sulla base degli indicatori di allerta e delle altre misure previste dal nuovo codice della crisi e dell’insolvenza.

Grazie all’utilizzo di uno specifico applicativo software i ricercatori del gruppo MPHIM+ hanno testato e valutato gli impatti che ogni possibile scelta adottata dall’imprenditore potrà avere sulla redditività, sulla tesoreria e sul patrimonio aziendale. Ciò consentirà di definire, con la maggior precisione possibile, quali devono essere le linee di azione da intraprendere per garantire la sopravvivenza e la continuità dell’attività economica.

In questa delicatissima fase economica saranno decisive le mosse che le imprese effettueranno per riposizionarsi sui mercati dopo l’emergenza da Covid-19. Un’errata interpretazione dei riflessi che tali scelte potranno avere sui bilanci potrà rivelarsi fatale per il futuro dell’attività.

Prima di entrare più nel dettaglio della ricerca è necessaria un’ulteriore e fondamentale considerazione. Le simulazioni messe in atto dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, come avere un adeguato assetto organizzativo aziendale sia decisivo in una fase come quella attuale. La ricerca non lo dice, ma è evidente che le imprese che si sono strutturate, non solo in termini di governance ma anche di informatizzazione delle procedure decisionali, avranno più chanches di superare le criticità di questa situazione emergenziale.

Oltre le misure emergenziali. L’analisi in oggetto non può prescindere dalle eventuali contromisure che l’impresa può aver adottato durante la fase emergenziale. Tuttavia le decisioni assunte in tale fase, quali ad esempio la moratoria sui mutui o la sospensione dei pagamenti di imposte e contributi previdenziali, seppur fondamentali per la gestione della tesoreria, non possono essere sufficienti per garantire un’adeguata ripartenza a regime dell’attività.

Ed è proprio sulla gestione della tesoreria e dei flussi di cassa prospettici che si dovranno basare le attenzioni principali del management, in questa delicatissima fase congiunturale. La tesoreria non può essere abbandonata a una gestione basata sul vissuto e gestita con un approccio spannometrico, perché così facendo l’imprenditore rischierebbe di perdere l’orientamento trovandosi di fronte una miriade di impegni prorogati e di incassi in cerca di regolarizzazione.

Allo stesso tempo si dovranno valutare con attenzione e con la massima precisione possibile, l’andamento della domanda dei prodotti e dei servizi offerti dall’impresa. Il perdurare degli effetti economici della pandemia avranno sicuramente delle ripercussioni sui ricavi e quindi sulla redditività dell’azienda che è necessario prevedere per valutare la resilienza dell’azienda in tempo di forte recessione, insieme agli effetti mitiganti degli ammortizzatori sociali o di altri strumenti di natura contrattuali in grado di contenere i costi del lavoro in caso di contrazione delle vendite.

Ovviamente per poter stimare il fabbisogno finanziario aziendale occorre effettuare un’analisi predittiva sia del reddito che dei flussi di cassa, che permetta di quantificare le risorse che è necessario immettere in azienda, a titolo di capitale proprio o mezzi di terzi, per evitare il prevedibile blackout finanziario, valutando a priori la sostenibilità dell’eventuale ulteriore indebitamento. Tutte le volte in cui queste analisi diano conferma che l’impatto della recessione sulla redditività e sulla tesoreria dell’impresa non possa essere mitigato dalla misure emergenziali intraprese (moratoria sui mutui, sospensione delle imposte, ricorso agli ammortizzatori sociali), si renderà necessario predisporre dei veri e propri piani di risanamento, procedendo alla ridefinizione del modello di business e dei rapporti con clienti, fornitori (rinegoziando i termini di pagamento), banche (ristrutturando i debiti anche contraendo nuove forme di finanziamento e/o di liquidità) e dipendenti (si pensi ad esempio ai contratti di prossimità).

Tutto ciò deve essere effettuato coinvolgendo tutti i soggetti interessati alle sorti dell’azienda, sia interni che esterni, nella consapevolezza che tali azioni da intraprendere sono le uniche possibili e che potrebbe non esserci una seconda possibilità di intervento.

Scenario di riferimento. Il punto di partenza della ricerca è rappresentato da una situazione economico-finanziaria e patrimoniale al 31/12/2019. Questa situazione consentirà di avere un quadro preciso e circostanziato sullo stato di salute dell’impresa subito prima dell’inizio dell’emergenza da Covid-19 (1° step).

Tale situazione verrà opportunamente confrontata con le performance economico-finanziarie e con la struttura patrimoniale delle pmi italiane (2° step) così come misurate dalle statistiche annuali elaborate dalla Cerved (rapporto Pmi 2019). Grazie a tale comparazione sarà possibile percepire con precisione, come l’azienda di riferimento, nel momento immediatamente precedente all’emergenza da Covid-19, fosse posizionata rispetto all’universo delle pmi italiane.

Subito dopo aver individuato il «posizionamento» della nostra pmi sarà necessario (3° step) verificare il suo stato di salute rispetto agli indici di allerta del nuovo codice della crisi d’impresa (elaborati dal Cndcec). Questa analisi dovrà dare necessariamente un esito positivo confermando, almeno sui dati consuntivi del 2019, l’assenza di squilibri di natura economico-finanziaria e patrimoniale e la loro lontananza per distacco dalle soglie di allerta. Se così non fosse è ovvio che non ci saranno da studiare gli effetti dell’emergenza, perchè l’impresa era già in condizioni di default sulla base delle risultanze al 31/12/2019.

L’analisi predittiva. Partendo dalla situazione economica e patrimoniale al 31/12/2019 e dalle verifiche sulla stessa effettuate si procederà ad effettuare una serie di stress test (4° step) utilizzando come periodo di riferimento l’esercizio 2020.

Il compimento di questi test avrà come punto di riferimento i vari scenari ipotizzati sia in termini di effetti dell’emergenza che di contromisure da intraprendere in risposta.

L’utilizzo di apposite applicazioni software consentirà all’imprenditore di toccare con mano gli effetti economici e finanziari sui bilanci previsionali che verranno sviluppati a partire da ogni scenario simulato. Come sempre non ci sarà una soluzione valevole per tutti. Ogni azienda dovrà trovare la sua cura per mitigare gli effetti negativi della pandemia sui flussi di cassa e sulla redditività aziendale (5° e 6° step). Molto spesso sarà un mix di strumenti, da calibrare attentamente con mano chirurgica, che risulterà essere la formula vincente (si veda più in dettaglio articolo nella pagina a fianco).

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