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Pmi, pacchetto per la crescita

di Giuseppe Chiellino

MILANO – Un pacchetto di strumenti "pronti per l'uso" con l'obiettivo di favorire la crescita delle piccole e medie imprese italiane, soprattutto in termini di capitalizzazione. E quello presentato ieri nella sede di Borsa Italiana a Milano, ad una platea di Pmi, fondi di private equity, banche e investitori istituzionali. Gli strumenti, «da domani» a disposizione delle Pmi, sono un accordo di coinvestimento tra il Fondo italiano d'investimento (Fii) e il Fondo europeo d'investimento (Fei) del gruppo Bei, l'apertura della Sace agli investimenti con partecipazioni rilevanti in Pmi quotate o quotande e orientate all'export, e infine, il progetto Eli-te curato da Borsa Italiana in collaborazione con il ministero dell'Economia e il Fondo italiano, di «un percorso di sviluppo organizzativo e manageriale» che aiuti le pmi ad avvicinarsi ai mercati fmanziari, senza per questo doversi quotare. Alla luce della scarsità di risorse fmanziarie per le imprese, determinata da Basilea 3 e dall'« ineludibile» necessità di ridurre il debito pubblico, il ministero dell'Economia, regista di tutta l'operazione,ha cercato di individuare le strade migliori per «orientare le risorse private disponibili» verso un obiettivo di interesse generale come il sostegno alla crescita delle piccole e medie imprese che hanno l'esigenza di aprirsi ai mercati internazionali senza aumentare l'indebitamento. «Più capitale – ha detto Andrea Montanino, dirigente del Tesoro – e meno debito», sintetizzando i limiti storici delle Pmi italiane: debito elevato e bassa propensione a ricorrere ai mercati dei capitali a cui si aggiunge la scarsità di fondi comuni specializzati (9 contro i 61 della Francia e i 57 del Regno Unito). In un clima vagamente surreale per l'assenza del ministro GiulioTremonti ele superifue misure di sicurezza in Piazza Affari e a palazzo Mezzanotte proprio in previsione della presenza del ministro, mentre a Roma si lavorava freneticamente alle misure chieste dall'Europa, l'ad. di Borsa, Raffaele Jerusalmi, ha illustrato gli obiettivi del progetto Elite che è in pratica un training «indipendente dalla quotazione», con l'obiettivo di migliorare l'organizzazione e la gestione delle aziende eccellenti che, spesso, però, pagano «dimensioni limitate e la scarsa strutturazione» con « una posizione di svantaggio competitivo nel confronto internazionale». Il programma, che costerà 5mila euro alle imprese, ha una durata di tre anni. Parte dalla redazione del company profile fino ad arrivare alla revisione del bilancio. Un sostegno finanziario alla quotazione delle small cap arrivera invece dalla Sace che si apre perla prima volta alla partecipazione azionaria nelle aziende, diventando il primo investitore istituzionale italiano in società quotate. «Lo strumento che abbiamo messo a punto – ha detto l'ad. Alessandro Castellano – ha una dotazione iniziale di 5omilioni per l'acquisizione di partecipazioni non superiori al 4% nel capitale di aziende quotate o quotande sul mercato italiano, possibilmente orientate all'export. Sarà operativo entro fine anno». Gli investimenti avranno un orizzonte temporale tra i 3 e i 5 anni, in aziende che capitalizzano non più di 400 milioni di euro. Le operazioni saranno realizzate egestite da Symphonia sgr. II terzo strumento dedicato alle Pmi è l'accordo di coinvestimento tra il Fei e il Fii, firmato da Dario Scannapieco per la Bei e da Gabriele Cappellini per il Fondo italiano, dopo un anno di confronto tra le due istituzioni. Dura quattro anni e prevede lo stanziamento iniziale di ioo milioni ciascuno, rinnovabili. Il Fii dovrà selezionare le possibili opportunità di investimento congiunto in fondi di capitale di rischio. Le due istituzioni lavoreranno «a stretto contatto» sia nella fase istruttoria che nella due diligence e nel successivo monitoraggio. «L'obiettivo – ha detto Cappellini – è rendere più solida e trasparente la governance dei fondi in cui effettueremo i commitment, creando le condizioni per attrarre ulteriori risorse dal mercato, sia domestico che internazionale».

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