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Pmi, cura ricostituente in Borsa

Per l’incertezza legata ai futuri scenari, cresce la propensione al risparmio. È anche questa una delle eredità che la pandemia lascia alla nostra economia, oltre agli effetti negativi in termini di perdite di fatturato, patrimonio e liquidità. Ma come reimmettere questi risparmi in circolo? La risposta è nella quotazione sul segmento Aim (Alternative investment market), il mercato non regolamentato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale di crescita. Raccogliendo capitali, da un lato, le pmi potranno finanziare la loro crescita mentre, dall’altro lato, gli investitori, piccoli e medi, privati o istituzionali, potranno mettere a frutto la liquidità risparmiata. Le realtà coinvolte in questo processo non sono poche: una popolazione di circa 2.250 aziende sono candidate ad aspirare a un’ipo sul mercato alternativo di Borsa Italiana, diventando target di investimento sia per risparmiatori individuali, sia per soggetti giuridici. La stima arriva dal Libro bianco di EY dedicato al mercato azionario Aim Italia, che fa una panoramica dello stato della situazione, con opportunità e proposte per un ulteriore rilancio. Nel documento, infatti, si legge anche una proiezione di eventuali agevolazioni pubbliche: un incentivo fiscale di 300 milioni di euro produrrebbe un aumento del pil nel primo anno di 450 milioni, e a medio termine di 900 milioni.

«La contrazione dei consumi determinata dalle misure di lockdown e dal perdurare della emergenza sanitaria, in Italia e nei principali paesi di export dei prodotti made in Italy, ha accentuato le necessità di intervenire sulla struttura di capitale e debito di molte piccole e medie imprese nazionali, commenta Marco Daviddi, strategy and transactions med region managing partner di EY, «la quotazione sul segmento Aim di Borsa Italiana consente un processo di raccolta di capitale sul mercato regolamentato più snello, celere ed efficace». Gli fa eco Renato Salsa, strategy and transactions corporate finance leader di EY: «Lo Stato può ricoprire un ruolo di promotore degli investimenti privati, che rimetta in circolo il risparmio accumulato nei mesi di lockdown a sostegno della economia reale, in particolare in questa fase ancora emergenziale. L’incentivazione alla quotazione delle pmi, tramite una policy anticiclica di detrazione d’imposta dell’ammontare investito sull’Aim, avrebbe ricadute positive, attraverso una ripresa di occupazione e consumi, dal punto di vista industriale, economico e sociale».

L’eredità della pandemia. Nel 2020 si è registrato in Italia un forte aumento della propensione al risparmio. In particolare, si legge nel White paper di EY, partendo da un ammontare complessivo di depositi bancari di 1.563,2 miliardi a fine gennaio 2020, da febbraio a novembre il totale delle disponibilità liquide depositate presso gli istituti di credito da clientela residente è aumentato di 151,7 miliardi di euro, toccando i 1.714,9 miliardi. Tra l’ultimo trimestre 2020 e il primo del 2021, si attende che la liquidità sui depositi bancari eguagli l’ammontare del pil 2019, a 1.787 miliardi. Convogliare questo risparmio è una grande opportunità, sia attraverso il sostegno dei consumi per far ripartire la domanda aggregata e l’economia, sia attraverso l’impiego di strumenti di investimento che sostengano lo sviluppo dell’economia reale. Per esempio, si legge sempre nel documento, le azioni hanno offerto un ritorno medio annuo del 5,2%, mentre un portafoglio bilanciato (50% azionariato e 50% obbligazionario) ha reso il 3,6% su base annua.

Il bacino di quotazioni potenziali. Seppur considerando effetti asimmetrici e molto diversificati a livello settoriale, la riduzione dei ricavi, pur a fronte di una riduzione dei costi, determinerà la necessità di contrarre nuovo debito, erodendo il capitale, con conseguente necessità di ricostituzione del patrimonio aziendale. In questo contesto la quotazione sul mercato Aim Italia può rappresentare una valida e concreta possibilità di risposta a sostegno della ripatrimonializzazione. Nell’universo di pmi industriali non quotate, i consulenti di EY hanno provato a configurare un potenziale bacino di società che, per fatturato, marginalità, tipologia di azionariato e struttura finanziaria, rispondono all’identikit ideale dell’emittente per il mercato Aim: è stata così identificata una popolazione di circa 2.250 aspiranti a un’ipo sul mercato alternativo di Borsa Italiana. Con quali benefici? Nel medio e lungo termine, maggiore efficienza e produttività; aumento degli investimenti e spinta al pil; rinnovo del sistema industriale italiano; alleggerimento della debolezza strutturale delle pmi.

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