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Pmi in borsa L’affondo di Intermonte

Ha portato in Borsa società come Somec, Alkemy, Tinexta, Wiit e Italian exhibition group. Con un’offerta complessiva agli investitori di 400 milioni. E ora si appresta a svolgere il ruolo di global coordinator per accompagnare la quotazione all’Mta degli yacht di Italian Sea Group. Ma fin qui Intermonte Sim non ha potuto partecipare a questa creazione di valore investendo in proprio nelle società quotate — a beneficio proprio o dei propri clienti — perché non possedeva una struttura societaria ad hoc.

L’opportunità di entrare nel mondo degli investimenti in aziende quotate o in procinto di debuttare sul mercato è nata pochi giorni fa dall’incontro tra l’investment bank guidata dall’amministratore delegato Guglielmo Manetti e Qcapital, la società appena coniata dalla finanza milanese per organizzare club deal sulle Pmi italiane.

Verso Piazza Affari

La chimica è stata trovata attraverso una partnership appena siglata tra la stessa Intermonte e la nuova piattaforma appena promossa da alcuni decani degli investimenti. Tra questi Stefano Miccinelli, qui nel ruolo di presidente, storico co-fondatore di Investitori Associati assieme a Renato Peroni, Massimo Busetti, già senior partner di BCG, e l’avvocato Giovanni Pedersoli dello studio legale di famiglia. Per l’operatività del club deal i promotori hanno scelto Francesco Niutta, ex partner di Fineurop Soditic, che ha il ruolo di amministratore delegato di Qcapital.

La presenza di Intermonte sembra quindi aprire un’ulteriore finestra di opportunità per la società, quella sul mondo delle aziende già al listino di Piazza Affari o sul percorso per approdare al mercato.

«Tra queste ce ne sono molte che hanno necessità di un supporto specifico da parte di una minoranza qualificata di investitori, oppure altre che non sono ancora pronte ad accedere al mercato dei capitali ma che non trovano adeguato riscontro nelle architetture offerte dal private equity. Costituiscono tutte un’opportunità di investimento per noi ma anche l’occasione per loro di gettare le basi verso una nuova fase di crescita, sostenendole anche in fase di quotazione», sottolinea Manetti. Nel mirino quindi, riassetti proprietari, anche in holding di famiglia, e più in generale, la ricostituzione o l’allargamento del flottante all’Aim, all’Mta e allo Star. Operazioni che — dice Manetti — potrebbero forse contribuire a ridurre il numero di delisting.

Già spartiti i ruoli. Con Intermonte che si occuperà in prevalenza della ricerca di aziende e di potenziali investitori anche tra i 400 clienti istituzionali, mentre QCapital, «contribuirà alla valutazione industriale ed economica degli investimenti e alla strutturazione societaria e finanziaria dei deal, spiega Miccinelli. Entrambi i partner si occuperanno della ricerca di investitori in un network consolidato di contatti e clienti.

Gli imprenditori

L’accordo è a geometria variabile, perché Qcapital investirà anche in aziende che hanno disegnato un percorso verso la Borsa ma che hanno necessità di tempo per attuare piani di crescita. Mentre Intermonte punterà con Qcapital solo su società al listino o in procinto di arrivarci. Investiranno assieme tra i 30 e i 40 milioni l’anno, direttamente e «chiamando» i capitali di altri istituzionali, family office e professionisti. Con la promessa di restituire loro due volte la somma investita nell’arco di tre-quattro anni. Tra i candidati a investire in club ci saranno l’imprenditore dell’occhialeria, Ennio de Rigo e alcuni esponenti della famiglia di armatori genovesi Grimaldi, ex proprietari di Grandi Navi veloci, la Finanziaria Trentina e professionisti, tra i quali Paolo Colonna, ex capo di Permira in Italia, Massimo Arrighi, partner di AT Kerney, e Luigi Lanari, già capo del fondo Cvc in Italia.

Nel frattempo Qcapital è già pronta per la sua prima operazione. Salirà al 42% della veneta Venpa, operatore nel noleggio di piattaforme aeree investendo 15 milioni in equity e 16 sotto forma di rifinanziamento da Banco Bpm e Banca Ifis. «L’obiettivo — dice Miccinelli — è farla crescere dai 42 milioni di ricavi attuali investendo nell’ampliamento del parco macchine ma anche attraverso acquisizioni».

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