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Pmi all’estero grazie alla banca

Partnership, iniziative e pacchetti ad hoc per supportare le imprese che vogliono tentare la strada dell’internazionalizzazione. A promuoverli sono le banche, alle quali spesso si aggiungono anche organizzazioni come Confindustria ed enti locali. Sempre più aziende, infatti, complice anche l’indebolimento dell’euro rispetto al dollaro che incentiva le esportazioni, cercano sbocchi alternativi e più dinamici rispetto al mercato interno.

L’internazionalizzazione, un trend in crescita. Secondo dati Istat, il sistema produttivo italiano si sta muovendo verso una crescente internazionalizzazione. In particolare, nei primi tre mesi del 2015 l’export nazionale risulta in crescita del 3,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con l’Italia nord-orientale che registra il balzo maggiore (+7,3%). Chi guarda ai mercati esteri, inoltre, vince: secondo la relazione annuale della Banca d’Italia, lo scorso anno tra le 4.260 aziende con almeno 20 addetti operanti nell’industria e nei servizi privati non finanziari, le società esportatrici hanno messo a segno migliori risultati sulle vendite (confermando un trend già emerso nel triennio precedente).

Le iniziative delle banche. Un aiuto agli imprenditori che guardano ai consumatori oltre confine arriva dalle banche. Credem, per esempio, ha lanciato un portale per le imprese interessate a ricercare nuovi mercati. L’istituto di credito, attraverso Credem Banca d’Impresa, mette a disposizione delle Pmi anche una rete di consulenti specializzati e un supporto finanziario a breve e medio termine. Mentre Veneto Banca ha siglato una partnership con l’Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) per la fornitura di servizi dedicati alle imprese italiane che intendono internazionalizzare le proprie attività. L’assistenza include, tra gli altri, servizi personalizzati a tariffe agevolate (come la ricerca di partner esteri, la creazione di reti vendita e i sondaggi di prodotto) e la realizzazione di presentazioni dedicate a singoli Paesi e settori. Banca Popolare di Vicenza e Ucimu – Sistemi per produrre (Associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione) hanno siglato un accordo di collaborazione per agevolare l’attività di esportazione delle aziende associate. L’istituto di credito mette in particolare a disposizione linee di credito per 25 milioni di euro presso istituti di credito in Cina, India, Brasile e Turchia. Bper ha invece lanciato Bperestero.it, portale con soluzioni, informazioni e consulenza che intende aiutare le imprese a capire cosa esportare, in quali paesi, come muoversi per fare benchmarking e scouting dei mercati di approvvigionamento. Unicredit propone invece Unicredit International, percorso dedicato all’internazionalizzazione del business che spazia dalla ricerca dei mercati esteri con più opportunità all’individuazione del partner, fino a prodotti dedicati per portare l’impresa all’estero. Si chiama invece International + il finanziamento di Mediocredito Italiano, società di leasing di Intesa Sanpaolo, che punta a sostenere i progetti di espansione internazionale delle imprese. Mps propone invece Exportkey, pacchetto di servizi per il sostegno del credito all’esportazione. Anche Banco Popolare propone linee di credito a breve e a medio/lungo termine studiate per andare incontro ai diversi obiettivi delle imprese, dalla semplice esportazione agli investimenti diretti sui mercati esteri.

Gli altri progetti sul territorio. Non solo banche. In aiuto delle aziende che affrontano nuovi mercati è scesa in campo anche Confindustria: quella di Lecco e Sondrio ha lanciato la seconda edizione del Fondo Internazionalizzazione. Le risorse ammontano a un totale di 100 mila euro, 50 mila dei quali riservati alle piccole imprese (ovvero aziende che occupano fino a 50 addetti). Tra le attività ammesse rientrano le fiere all’estero e la ricerca di partner. Il Fondo sarà disponibile fino all’esaurimento delle risorse stanziate e non oltre il prossimo 31 dicembre.

La Regione Lombardia ha lanciato il bando «Passaporto per l’Export» che prevede due misure: un temporary export manager assegnato a ciascuna azienda per effettuare attività di coaching e un contributo a fondo perduto per promuovere attività di internazionalizzazione (fino a un massimo di 2 mila euro).

Infine, l’assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della regione Sardegna ha lanciato un bando per favorire l’internazionalizzazione delle imprese sarde in occasione di Expo 2015. L’avviso pubblico resterà aperto sino all’esaurimento delle risorse disponibili (comunque non oltre il prossimo 30 agosto). L’iniziativa è rivolta ad aggregazioni di imprese sarde, che dovranno presentarsi (minimo in cinque) nella forma di associazioni temporanee, di contratti di rete o di società consortile.

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