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Pmi, 47,5 mld € dall’Europa

Incentivi dall’Unione europea per la riduzione dell’orario lavorativo, per aiuti ai lavoratori autonomi, per favorire l’occupazione giovanile, i sistemi sanitari e il finanziamento del capitale circolante e degli investimenti delle piccole e medie imprese. Gli interventi ammessi possono finanziare progetti iniziati dal 1° febbraio 2020. Gli aiuti saranno erogati attraverso i Fondi strutturali dell’Unione europea su progetti da realizzare entro il 2023. Sono stati stanziati 37,5 miliardi di euro per il 2021 e 10 miliardi di euro per il 2022.

Il nuovo strumento per combattere la crisi: React-Eu. React-Eu propone l’«assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa». È un’iniziativa che porta avanti e amplia le misure di risposta alla crisi e per il superamento degli effetti della crisi messe in campo attraverso l’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus.

Contribuirà a una ripresa economica verde, digitale e resiliente. React-Eu stanzierà risorse aggiuntive per i programmi della politica di coesione esistenti, senza attingere alle dotazioni di altri programmi né ad altre risorse preventivate per i prossimi anni. Si tratta quindi di risorse che si aggiungono alle attuali dotazioni.

A quali problematiche farà fronte. React-Eu fornirà finanziamenti aggiuntivi per i settori più importanti, che saranno cruciali per gettare le basi di una solida ripresa.

Saranno ammessi investimenti per sostenere il mantenimento dell’occupazione, anche attraverso regimi di riduzione dell’orario lavorativo e aiuti ai lavoratori autonomi.

Le risorse possono inoltre essere destinate a sostenere misure per la creazione di posti di lavoro e a favore dell’occupazione giovanile, ai sistemi sanitari e al finanziamento del capitale circolante e degli investimenti delle piccole e medie imprese. Tale sostegno sarà disponibile per tutti i settori economici, compresi il turismo e la cultura che sono stati particolarmente colpiti.

Le risorse aggiuntive saranno impiegate anche per investire nel Green Deal europeo e nella transizione digitale, a potenziamento degli ingenti investimenti in tali settori già in corso grazie alla politica di coesione dell’Ue.

Gli Stati membri potranno decidere autonomamente come indirizzare i fondi nello specifico e potranno destinare le risorse a misure per il superamento degli effetti della crisi, mediante il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) o il Fondo sociale europeo (Fse), oppure al sostegno delle fasce più vulnerabili della società attraverso il Fondo di aiuti europei agli indigenti (Fead).

I trasferimenti tra i diversi fondi e strumenti dell’Ue o tra i fondi in regime di gestione concorrente, anche tra quelli della politica di coesione, sono facoltativi.

Gli Stati membri possono chiedere l’applicazione delle soglie massime o il trasferimento di importi inferiori, in funzione della loro situazione specifica. Le risorse aggiuntive nel quadro di React-Eu potrebbero arrivare a coprire le spese ammissibili fino al 100%.

Il ruolo del Fondo sociale europeo. Il Fondo sociale europeo potenziato da React-Eu può essere utilizzato per sostenere il mantenimento dell’occupazione, anche attraverso regimi di riduzione dell’orario lavorativo e aiuti ai lavoratori autonomi e alla creazione di posti di lavoro. Può essere anche utilizzato per sostenere misure a favore dell’occupazione giovanile, per finanziare l’istruzione, la formazione e lo sviluppo delle competenze e per migliorare l’accesso ai servizi sociali, anche a favore dei minori.

Il Fse può integrare lo strumento di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza (Sure). React-Eu consente inoltre agli Stati membri di integrare gli attuali finanziamenti a titolo del Fondo di aiuti europei agli indigenti (Fead) per potenziare il sostegno alle persone più vulnerabili della società che sono state colpite in modo sproporzionato dalla crisi.

Il sostegno agli indigenti continuerà a costituire una priorità in futuro. Il Fse+ è l’erede del Fse e del Fead nelle loro forme attuali. Esso sarà il principale strumento finanziario per attuare il pilastro europeo dei diritti sociali.

È stato adeguato per garantire che vengano opportunamente destinate risorse alla dimensione sociale dell’Ue e alle politiche occupazionali degli Stati membri, affinché le nostre società ed economie dispongano di quanto necessario nella nuova realtà che emergerà dalla crisi del coronavirus.

Sono previsti investimenti nell’occupazione giovanile, anche in sostegno all’attuazione della garanzia per i giovani. Il Fse+ rafforzerà gli investimenti del Fondo per una transizione giusta per aiutare i singoli a sviluppare le competenze indispensabili per una società inclusiva e climaticamente neutra come previsto da Green deal europeo e sulla costruzione di un’Europa sociale forte per transizioni giuste prevedendo di incentivare la costruzione di una economia verde e digitale.

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