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Plusvalenze latenti allo scoperto

di Alessandro Felicioni 

Scatta l'ora dell'affrancamento delle plusvalenze latenti sugli strumenti finanziari che hanno cambiato regime fiscale dal primo gennaio scorso. Fino al 31 marzo prossimo (o fino al momento della presentazione della dichiarazione annuale per chi ha scelto il regime del risparmio dichiarato) sarà possibile procedere all'opzione per l'applicazione dell'imposta sostitutiva. Il passaggio dall'aliquota del 12,5% a quella unica del 20% per i capital gains derivanti dalla compravendita delle principali attività finanziarie porta con sé la possibilità di versare una imposta sostitutiva, al 12,5% sulle plusvalenze latenti maturate fino al 31 dicembre scorso; ciò in modo da poter far valere, dal primo gennaio 2012, il maggior valore di carico da utilizzare per la successiva tassazione della plusvalenza con la nuova aliquota. È il dm 13 dicembre 2011 a indicare, strumento per strumento, le istruzioni operative su come affrancare i maggiori valori degli strumenti finanziari.

Con la manovra di Ferragosto (si veda altro articolo in pagina) la tassazione di plusvalenze e rendite finanziarie (escluse quelle per le quali rimane invariata la vecchia disciplina, come le partecipazioni qualificate) trova l'aliquota unica del 20%. Nella maggior parte dei casi tale unificazione è penalizzante per il contribuente dal momento che i principali strumenti interessati venivano tassati, fino al 31 dicembre 2011, al 12,5%.

Per evitare che guadagni maturati in regime di aliquota al 12,5% venissero tassati al 20% a seguito dell'applicazione del principio di cassa, il dl 138 del 2011 (stabilizzazione e sviluppo) ha previsto la possibilità di tirare le somme al 31 dicembre 2011, tassando gli eventuali guadagni latenti, cioè, non ancora realizzati, su azioni (espressioni di partecipazioni non qualificate), obbligazioni, fondi comuni e altri strumenti, al 12,5%, ottenendo, così, il riconoscimento fiscale dei valori rivalutati a far data dal 1° gennaio 2012.

L'affrancamento è possibile solo in relazione alle attività finanziarie possedute al di fuori dell'esercizio di impresa commerciale. Per queste, è possibile scegliere di sottoporre a tassazione, con aliquota del 12,5%, le plusvalenze latenti (al 31 dicembre 2011), su partecipazioni non qualificate, titoli obbligazionari, valute estere, metalli preziosi, derivati, nonché i guadagni maturati sulle quote di fondi comuni di investimento mobiliari e di sicav.

Considerando che, se l'attività finanziaria è espressa in valuta estera, si tiene conto dell'ultimo cambio rilevato al 31 dicembre 2011.

L'imposta sostitutiva si applica sulle plusvalenze latenti al netto delle minusvalenze, perdite o differenziali negativi, realizzati entro il 31 dicembre 2011 e non ancora utilizzati in compensazione. Se tali componenti negativi risultassero superiori ai guadagni, l'eccedenza è portata in deduzione, nel limite del 62,5%, dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi di natura finanziaria realizzati nei periodi d'imposta successivi al 31 dicembre 2011, ma non oltre il quarto. Per fondi comuni e Sicav, l'imposta sostitutiva sui redditi di capitale si applica sulla differenza fra il valore delle quote o azioni al 31 dicembre 2011 e il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto rilevabile dai prospetti periodici.

L'opzione si esercita differentemente in ragione del regime scelto dall'investitore. Per chi ha optato per il regime dichiarativo, l'imposta del 12,5% va versata entro il termine per il saldo delle imposte sui redditi dovute in base alla dichiarazione. Per le quote o azioni di organismi di investimento collettivo incluse in un rapporto di custodia, amministrazione o altro stabile rapporto, mediante apposita comunicazione scritta resa entro il 31 marzo 2012 all'intermediario con cui il contribuente intrattiene il rapporto. In tal caso, il prelievo è applicato dall'intermediario depositario e versato entro il 16 maggio 2012; infine per chi ha scelto il regime amministrato, l'opzione si esercita, sempre entro il 31 marzo 2012, mediante comunicazione scritta resa all'intermediario abilitato con cui è intrattenuto il rapporto, che poi applicherà e verserà l'imposta secondo le ordinarie modalità e gli ordinari termini previsti ossia entro il quindicesimo giorno del secondo mese successivo a quello in cui è applicata la ritenuta.

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