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Plusvalenze escluse dai ricavi

Le plusvalenze patrimoniali da cessione di beni strumentali sono considerate proventi straordinari. Pertanto non vanno computate tra i ricavi effettivi nella verifica dell’operatività per le società di comodo. È quanto afferma la sentenza 308/1/2014 della Ctr Liguria.
Nel 2008 una Snc ha venduto alcuni beni ammortizzabili dalla quale sono emerse delle plusvalenze. Inoltre è emerso un credito Iva che è stato chiesto a rimborso. Ma l’agenzia delle Entrate lo ha negato in quanto nel 2008 la società non risultava operativa dato che gli unici proventi sono costituiti dalle plusvalenze patrimoniali.
La questione è stata risolta in senso favorevole all’azienda dalla Ctp Savona. A questo punto il Fisco ha presentato appello rilevando un comportamento incoerente nella compilazione del modello Unico: mentre nel quadro RG le plusvalenze sono state correttamente indicate al rigo 5 (e non nei righi che accolgono i ricavi e gli altri proventi considerati ricavi), nel prospetto delle comodo del quadro RS sono state indicate tra i ricavi effettivi pur essendo di carattere straordinario.
Secondo i giudici liguri le plusvalenze realizzate hanno natura di componente straordinario e non rilevano come ricavo nel test di operatività. Il motivo è da ricercare nel combinato disposto dell’articolo 30 della legge 794/1994 e dell’articolo 85 del Tuir. La prima norma afferma che ai fini delle comodo vanno considerati i ricavi, gli incrementi delle rimanenze e i proventi, esclusi quelli straordinari, mentre l’articolo 85 esclude dai ricavi i corrispettivi delle cessioni dei beni strumentali. Così le plusvalenze patrimoniali acquistano carattere straordinario. Senza la considerazione delle plusvalenze, la società è risultata di comodo. E i giudici hanno accolto il ricorso dell’ufficio e hanno negato il rimborso del credito Iva.
In pratica la sentenza della Ctr ha sostenuto che le plusvalenze patrimoniali non possono essere annoverate come componenti ordinarie di reddito muovendo dall’articolo 85 del Tuir.
Le criticità
Bisogna, però, rilevare che l’articolo 30 della legge 794/1994 fa riferimento ai ricavi, alle variazioni di rimanenze e ai proventi risultanti da conto economico, escludendo esplicitamente quelli straordinari. La straordinarietà dovrebbe essere individuata in base all’imputazione contabile del provento nel rispetto degli Oic.
Il documento interpretativo n. 1 dell’Oic 12 sostiene che le plusvalenze (o le minusvalenze) patrimoniali hanno carattere ordinario quando la sostituzione dei cespiti avviene nel normale svolgimento dell’attività per effetto del deperimento economico-tecnico dei beni. Solo se non ricorrono tali condizioni avranno carattere straordinario (per esempio, in caso di alienazioni per ridimensionamento dell’attività o per ristrutturazioni e riconversioni produttive).
Tra l’altro, la circolare 25/E/2007 (paragrafo 3.4) precisa che le plusvalenze patrimoniali rientrano nel calcolo della media dei ricavi effettivi all’interno del test di operatività se di carattere ordinario (ossia iscritti nella voce A.5 del conto economico). Elementi che quindi sembrano andare in direzione diversa rispetto alla ricostruzione della pronuncia.
Per quanto riguarda Unico, poi, sono le istruzioni alla compilazione a chiedere di indicare separatamente dagli «altri ricavi e proventi» le plusvalenze patrimoniali (ex articolo 86 del Tuir). Quindi non c’è incoerenza nella compilazione dei quadri RG e RS.

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