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Plastica monouso in fuorigioco

Parte l’attuazione in Italia della direttiva Plastica Monouso in Italia. I «materiali quali vernici, inchiostri, adesivi nonché rivestimenti in plastica aventi un peso inferiore al 10 per cento rispetto al peso totale del prodotto, che non costituiscono componente strutturale principale dei prodotti finiti» non sono da considerarsi plastica. E’ questo uno dei contenuti dello schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva 904/2019 sulla Plastica Monouso (c.d. SUP). Si tratta di una precisazione fortemente sostenuta dal ministero della Transizione ecologica, guidato da Roberto Cingolani, e dall’intera filiera della carta.

Altro tema forte mente innovativo, quello delle bioplastiche: l’art. 5 e l’allegato B, prevedono il divieto di immissione sul mercato dei prodotti di plastica monouso e in plastica oxo-degradabile (piatti, posate, vaschette in polistirolo; è questo l’elenco di cui si è parlato di più) con la previsione di una apposita sanzione amministrativa in caso di inosservanza: da mille a diecimila euro per l’operatore che ha immesso sul mercato i prodotti in plastica. In quest’ambito viene però previsto che, in alcuni casi, non rientra nel divieto l’immissione nel mercato dei prodotti realizzati in materiale biodegradabile e compostabile, certificato conforme allo standard europeo della norma UNI EN 13432 o UNI EN 14995, con percentuali di materia prima rinnovabile uguali o superiori al 40% e, dal 1° gennaio 2024, superiori almeno al 60%. Lo schema di decreto legislativo di attuazione della SUP (Single Use Plastic), approvato nel Consiglio dei ministri l’11 agosto è stato formalmente trasmesso al parlamento e quindi alle commissioni parlamentari competenti di camera e senato.

Le Commissioni dovranno esprimere il proprio parere entro il 16 settembre.

Il testo indica un cronogramma di riduzioni e divieti negli artt. 4, 6 e 7 piuttosto complesso ed incisivo per i prodotti in plastica a partire dall’entrata in vigore. Va ricordato che in Italia siamo nella fase di recepimento della Direttiva, in analogia a quanto sta avvenendo con altri Stati membri, sebbene il termine formale per il recepimento del 3 luglio sia già trascorso.

L’art. 10 e l’allegato G prevedono una strategia nazionale per la lotta contro l’inquinamento da plastica che comprende misure volte a incentivare l’adozione un comportamento responsabile nell’acquisto di prodotti in plastica monouso, segnalando la disponibilità di alternative riutilizzabili, l’incidenza sull’ambiente (in particolare l’ambiente marino e le acque interne), l’impatto ambientale delle cattive prassi, modalità di conferimento e gestione dei prodotti biodegradabili e compostabili certificati EN 13432 con i rifiuti organici.

Resta da chiarire, soltanto (e lo schema, purtroppo, non lo fa), come «smaltire» i prodotti in plastica già immessi in commercio e le scorte.

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