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Più vincoli alle perdite su crediti

Le perdite su crediti ceduti sono deducibili solo se vengono trasferiti anche tutti i rischi. È questa una delle novità contenute nella versione definitiva dei principi contabili appena pubblicati dall’Organismo italiano di contabilità. Il restyling ha riguardato i principi Oic 15 (crediti), Oic 20 (Titoli di debito) e Oic 21 (Partecipazioni e azioni proprie).
Vendite con riserva
Nell’Oic 15, relativo ai crediti, è introdotto il trattamento contabile delle vendite con riserva di proprietà, di cui all’articolo 1523 del Codice civile.
Nella vendita a rate con riserva della proprietà il compratore acquista la proprietà della cosa con il pagamento dell’ultima rata di prezzo, ma assume i rischi dal momento della consegna: pertanto, la rilevazione del ricavo di vendita e del relativo credito avvengono alla consegna, indipendentemente dal passaggio di proprietà.
Un esempio di vendita con riserva di proprietà è la cessione di beni strumentali usufruendo della legge 1329/65., “Sabatini”.
Cancellazione dei crediti
La novità più rilevante riguarda la cancellazione dei crediti. È superata l’impostazione del precedente Oic 15 che consentiva, a fronte di cessioni che non trasferivano sostanzialmente tutti i rischi, sia di cancellare il credito, sia di mantenerlo in bilancio, con l’inevitabile pregiudizio che ne derivava in termini di comparabilità dei bilanci.
Il nuovo trattamento contabile consente alle imprese di ottenere la deducibilità fiscale derivante da eventuali perdite contabilizzate a seguito della cessione dei crediti: infatti, l’articolo 1, comma 160 della legge di stabilità 2014 (legge 147/2013) precisa che, ai fini della deducibilità delle perdite su crediti, gli elementi certi e precisi sussistono in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in applicazione dei principi contabili.
La cancellazione avviene quando i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dal credito si estinguono, oppure quando la titolarità dei diritti contrattuali sui flussi finanziari che derivano dal credito è trasferita e, con essa, sono trasferiti sostanzialmente tutti i rischi inerenti lo stesso.
Invece, se al trasferimento della titolarità del diritto non corrisponde il trasferimento sostanziale dei rischi, il credito rimane iscritto in bilancio.
Per valutare se sono stati trasferiti i rischi, si tiene conto di tutte le clausole contrattuali, per esempio, obblighi di riacquisto al verificarsi di taluni eventi o esistenza di commissioni, franchigie e penali dovute per il mancato pagamento.
La contabilizzazione
Quando il credito è cancellato dal bilancio, la componente reddituale contabilizzata nel conto economico è la perdita (voce B14 al netto delle svalutazioni accantonate nel fondo): generalmente, non si tratta di componenti economiche di natura finanziaria, fatta salva la diversa natura (anche finanziaria) di taluni costi che può risultare dal contratto, circostanza che comporterà anche differenti effetti fiscali (limiti deducibilità, articolo 96, Tuir e circolare 14/E/2014).
Il credito non può essere cancellato e, pertanto, rimane iscritto in bilancio se non sono trasferiti sostanzialmente tutti i rischi. In contropartita dell’anticipazione ricevuta si iscrive un debito di natura finanziaria, mentre i costi dell’operazione costituiscono generalmente interessi e commissioni rilevati in bilancio in base alla loro natura.
Anche in questo caso, la diversa natura di taluni costi può comportare differenti effetti fiscali: è il caso, per esempio, di un costo per servizi iscritto nella voce B7 del conto economico, rispetto a un costo di carattere finanziario iscritto nella voce C17.
L’accantonamento
Se a seguito della cessione sono trasferiti sostanzialmente tutti i rischi inerenti il credito, ma rimangono in capo al cedente taluni rischi minimali, potrebbe essere necessario, se ricorrono le condizioni previste nell’Oic 31, effettuare un accantonamento. I conti d’ordine evidenziano i rischi, non oggetto di accantonamento, a cui la società continua ad essere esposta.
In tutte le ipotesi di cessione di crediti, per risolvere il problema della cancellazione degli stessi e dei conseguenti effetti fiscali, si impone la lettura dei contratti: prima ancora è indispensabile che il contratto disciplini chiaramente la cessione e, di conseguenza, la natura dei relativi costi/oneri anche al fine di evitare contestazioni fiscali.

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