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Più vicini i rimborsi Lehman Brothers

Entra nel vivo la partita dei rimborsi per gli ex obbligazionisti di Lehman Brothers Treasury (Lbt), il veicolo olandese della banca d’affari statunitense finita in chapter 11 nel settembre 2008. L’amministratore di Lbt ha reso noto le date per la registrazione dei crediti e ha pubblicato la bozza del piano di liquidazione della società: entro il 10 dicembre saranno specificati le procedure e i requisiti di insinuazione al passivo e di voto sul piano, la cui versione definitiva sarà disponibile prima della stessa data.
Saranno le banche e non i singoli obbligazionisti – come chiarito in precedenza dall’amministratore olandese – a muoversi per la registrazione dei crediti, l’esercizio del voto e il pagamento del rimborso. L’insinuazione al passivo dovrà essere formulata entro il 25 gennaio e, sempre entro la stessa scadenza, il sistema bancario dovrà veicolare il voto sul piano di liquidazione di Lbt.
Le banche sono quindi in prima linea visto che la procedura fallimentare riconosce quali unici interlocutori i soggetti che hanno conti titoli presso le International Central Securities Depository (Icsd, società internazionali depositarie). Tali soggetti altro non sono che gli istituti bancari presso i quali i singoli obbligazionisti hanno aperto direttamente o indirettamente un dossier titoli.
Chiusa la fase di registrazione dei crediti, lo step successivo è fissato per il 7 marzo quando è in programma l’adunanza dei creditori che servirà a verificare lo stato dei passivi ma anche il voto espresso sul piano. Se il programma predisposto dall’amministratore olandese riceverà l’ok dei creditori e della corte, scatterà a stretto giro, già nel mese di aprile, il primo riparto per gli ex obbligazionisti.
Il veicolo olandese rimborserà complessivamente 5,4 miliardi di dollari, cioè il 15,6% del credito intragruppo riconosciuto dalla casa madre statunitense (Lbhi) alla Lbt per un ammontare pari a 34,5 miliardi di dollari. I riparti saranno fatti pro quota rispetto a quanto la capogruppo Usa riconosce al ramo olandese di volta in volta nell’ambito del piano americano di chapter 11, in base al rapporto tra singolo valore “valutato” (quindi non nominale) del titolo Lbt e la somma dei valori complessivi “valutati” dei titoli del veicolo olandese e di altri claim Lbt. Va infatti ricordato che l’amministratore olandese non ha riconosciuto in toto il valore nominale dei crediti, che è pari a 24,3 miliardi di euro: l’ammontare ammesso alla procedura, infatti, è di 21,4 miliardi di euro. «Da calcoli approssimativi e senza considerare per ora l’effetto cambio – spiega Raffaele Romano dello studio Sge – si evince che, in media ponderata, gli obbligazionisti riceveranno dalla Lbt un 15-16% calcolato sul valore nominale, a cui si aggiunge l’ulteriore 12,2% che stanno già ricevendo dalla statunitense Lbhi. E questo vale anche per gli obbligazionisti italiani».

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