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Più utili per Unicredit Mustier conferma il dividendo ai soci

Dopo la designazione di Fabrizio Saccomanni come candidato alla presidenza — «il miglior candidato», secondo il ceo Jean Pierre Mustier — Unicredit archivia i conti del terzo trimestre e dei nove mesi dopo l’incidente informatico che ha fatto anticipare la pubblicazione di alcuni dati. L’istituto chiude il periodo luglio-settembre con un utile netto rettificato cresciuto dell’87% sullo stesso periodo del 2016 a 838 milioni di euro. Ciò, ha detto Mustier, «è a testimonianza che il nostro piano Transform 2019 sta generando risultati tangibili e conferma l’andamento sostenuto del business». La Borsa ha mostrato di credere alla lettura del banchiere francese: +1,47% a 16,59 euro il titolo.

Sui nove mesi il risultato di Unicredit arriva a 4,7 miliardi considerando anche le partite straordinarie come le cessioni di Pioneer, Fineco, Pekao. Sotto il profilo ordinario l’utile netto si è attestato a 3 miliardi. Sono numeri che per Mustier confermano che il piano industriale presentato a dicembre 2026 sta funzionando: «Stiamo assistendo a una vigorosa dinamica commerciale in tutte le divisioni, con una crescita di 423 mila clienti e nuovi prestiti erogati per 52 miliardi». In particolare Mustier, dopo l’aumento di capitale da 13 miliardi, gli utili e la plusvalenza da Pioneer ha visto rafforzare ulteriormente il patrimonio, con Cet1 «elevato» pari al 13,81%. Scende ancora il profilo di rischio della banca, con crediti deteriorati netti a 22,3 miliardi, «vicini al nostro target di 20,2 miliardi al 2019». Anche per questo Mustier ha potuto confermare che pagherà il dividendo, con un payout al 20%.

Il tema degli npl non preoccupa: la copertura delle partite deteriorate lorde (51,3 miliardi) è attestata adesso al 56,5% e per questo motivo l’eventuale stretta Bce sulla gestione degli npl «è pienamente gestibile», ha detto Mustier, secondo il quale gli impatti regolamentari vanno considerati nel loro insieme. Sarà uno dei punti cruciali dell’aggiornamento sul piano che Mustier presenterà il 12 dicembre a Londra. Ci sarà spazio anche per gli sviluppi sulla maxi-cessione di 17,7 miliardi di npl, il progetto «Fino», difeso ancora ieri dal banchiere, che ha respinto le critiche sui costi come «scorrette» e «dolose».

Fabrizio Massaro

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