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«Più tutele per le partite Iva»

Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro, il Jobs Act è passato alla Camera con 316 voti, lei è soddisfatto?
Sì, direi di sì. C’è stata una discussione importante. Peraltro io ribadisco una cosa che ho detto, e cioè che la legge che esce dopo la discussione al Senato e alla Camera è una legge che è stata migliorata in maniera significativa. Il Parlamento ha fatto un buon lavoro, non si è limitato a passare le carte o a mettere un voto alla fine ma ha veramente messo mano nel merito e ci consegna una buona legge.
E i decreti attuativi quando arriveranno?
A partire da fine dicembre noi proporremo il primo decreto che riguarda i contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti perché vogliamo che da inizio d’anno possano essere usate le risorse che abbiamo messo in legge di Stabilità per la decontribuzione per i primi tre anni dei nuovi assunti.
Tutele crescenti, ma quanto crescenti? Perché lo si dice ma non si è mai definito il quanto.
La proposta formale la faremo insieme, adesso non posso fare anticipazioni. Bisogna che proponiamo le cose in maniera organica: se cominciamo a dirle per pezzetti rischiamo di creare più confusione che utilità.
Ma intanto, trenta deputati del Pd hanno lasciato l’aula durante la votazione. È l’inizio di una scissione?
Io direi di no e spero di no. Anche perché si è fatto un’importante lavoro di miglioramento, di quelle norme, c’è stato un lavoro importante di tutti i parlamentari, anche del partito democratico. E tanti che avevano dei dubbi hanno poi trovato in quelle modifiche e in quelle motivazioni le ragioni per votare a favore, detto questo, evidentemente questi parlamentari…
Un po’ di aria di tempesta si sente nel Pd eh?
La discussione c’è, mi pare evidente.
Susanna Camusso ha dichiarato che se il Jobs Act passerà al Senato senza modifiche la Cgil farà ricorso alla Corte di giustizia europea, lei lo teme?
Direi di no, perché se fossi convinto che quella norma è in contrasto con la Costituzione italiana, con le norme europee, con la carta di Ginevra, o con qualche altra regolamentazione che riguardi le regole che abbiamo in Italia e in Europa, non la proporrei al Parlamento. Quindi nel momento in cui queste norme le abbiamo proposte al Parlamento, siamo profondamente convinti che siano pienamente legittime e rispettino pienamente tutti i criteri, tutti i crismi che le norme, i patti, gli accordi da noi sottoscritti siano rispettati.
Parliamo delle Partite Iva, che sono tante, producono, ma sono molto dimenticate. A che punto è questo provvedimento?
Noi stiamo lavorando su questo versante per fare due operazioni. Da una parte, connessa al lavoro che stiamo facendo di nuova regolazione, per cercare di limitare quel fenomeno sbagliato delle false partite Iva, che sono dei lavori dipendenti camuffati. Poi stiamo lavorando invece sul tema delle tutele per quelle che sono le vere partite Iva, anche cercando di introdurre qualche elemento di novità, che fa riferimento ad esempio a un tema molto pesante per le partite Iva, quello del mancato pagamento da parte dei clienti, perché c’è questo problema prima di tutto: se un cliente non ti paga, con i tempi lenti della giustizia in questo Paese, abbiamo un grande problema. Ecco, stiamo verificando la possibilità di avere un meccanismo di tutela su questo fronte.
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