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Più trasparenza nella confisca

Confisca più trasparente. Le udienze per discutere l’opposizione alla misura devono essere pubbliche (e non in camera di consiglio). Lo ha disposto la Corte costituzionale, con la sentenza n. 109, depositata ieri 15 giugno 2015, che ha dichiarato l’illegittimità degli articoli 666, comma 3, 667, comma 4 e 676, del codice di procedura penale, nella parte in cui non consentono che, su istanza degli interessati, il procedimento di opposizione contro l’ordinanza di applicazione della confisca si svolga davanti al giudice dell’esecuzione nelle forme dell’udienza pubblica.

Il problema è sorto nel corso di un giudizio, in cui si è discusso del recupero di un’opera d’arte, la statua di bronzo «L’atleta vittorioso» di Lisippo, ora collocata in un museo negli Stati Uniti.

La procura, dopo la estinzione per prescrizione del reato di esportazione illegale di beni culturali, ha cercato almeno il recupero dell’opera, chiedendo e ottenendo la confisca «ovunque il bene si trovi».

I provvedimenti di confisca sono, però, stati impugnati dal trust, che ha acquistato la statua e la vicenda è arrivata in Cassazione. Qui si è posto il problema procedurale della modalità di tenuta dell’udienza.

La Consulta ha richiamato l’articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, Cedu, che stabilisce il diritto di ogni persona a un processo pubblico, e lo ha applicato al procedimento di confisca, la cui la posta in gioco può essere assai elevata, come documenta il giudizio in esame, attinente alla confisca di un bene di altissimo valore artistico e archeologico ed economico.

Il principio è valso, come disposto dalla Consulta con sentenze precedenti, per pretendere la pubblicità dei procedimenti per l’applicazione delle misure di prevenzione e delle misure di sicurezza, per i gradi di merito (esclusa la Cassazione, davanti alla quale si dibattono solo questioni di diritto); e anche (sentenza della Consulta 97/2015) per altre materie di competenza del tribunale di sorveglianza: concessione delle misure alternative alla detenzione, sia nel corso dell’esecuzione della pena che anteriormente al suo inizio, liberazione condizionale, differimento dell’esecuzione delle pene detentive e delle sanzioni sostitutive limitative della libertà personale, sospensione della pena detentiva inflitta per reati commessi in relazione allo stato di tossicodipendenza, estinzione della pena per esito positivo dell’affidamento in prova al servizio sociale e della liberazione condizionale.

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