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Più tempo per il rientro dei capitali Il governo pensa a 1-2 mesi di proroga

Slittano i termini per la «voluntary disclosure»: il decreto sulla finanza pubblica, che oggi approda in Consiglio dei ministri, stabilisce una proroga (di almeno 1, forse 2 mesi, rispetto al 30 settembre già fissato) per chi vuole fare emergere dal nero i capitali nascosti all’estero oppure in Italia. Intanto ieri i ministri dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e del Lavoro, Giuliano Poletti, sono tornati a parlare di flessibilità sulle pensioni ed esodati nel corso di un’audizione alle Commissioni riunite Bilancio e Lavoro di Camera e Senato.
Nel provvedimento oggi in Consiglio dei ministri sono disattivate anche alcune clausole di salvaguardia: si blocca così l’aumento delle accise sui carburanti, previsto a copertura del meccanismo di inversione contabile dell’Iva ( reverse charge ) nella grande distribuzione, proposta bocciata dalla Ue. Il buco di bilancio sarà colmato proprio dal gettito della voluntary disclosure , dalla quale il governo si attende 671 milioni per quest’anno, già incassati secondo l’Agenzia delle entrate (anche se in via ufficiosa si ipotizza un gettito superiore ai 3 miliardi). Nel decreto si definiranno un termine per la presentazione della domanda e uno successivo (a distanza di circa un mese) per l’invio dei documenti. L’esecutivo sta valutando eventuali penalizzazioni per chi aderirà dopo il 30 settembre.
Parlando di flessibilità previdenziale Padoan ha spiegato in Parlamento che «il governo è impegnato ad analizzare la questione a partire dalla legge di Stabilità e compatibilmente con il quadro generale delle finanze pubbliche». Apre quindi il ministro dell’Economia, dopo che nei giorni scorsi era apparso più prudente: qualche misura è possibile, ma il sistema pensionistico «deve rimanere in linea con gli obiettivi di rientro del debito pubblico». E il presidente dell’Inps, Tito Boeri, sottolineando che i dati sulle pensioni evidenziano come le donne prendono in media il 41% in meno degli uomini, auspica: «Se si vuole introdurre maggiore flessibilità quanto al tempo di percezione della pensione, dobbiamo porre requisiti di natura anagrafica e non contributiva: l’età deve essere il fattore che decide e non l’anzianità contributiva», che penalizzerebbe ancora le donne. Per Padoan e Poletti, la legge di Stabilità «è la sede opportuna per un nuovo e definitivo intervento» per gli esodati. Tra i problemi aperti «si affronterà anche il tema “opzione donna” che non è mai stato tolto dal tavolo», aggiunge Poletti. Intanto l’agenzia di rating Moody’s rivede al rialzo stime sul Pil (dal +0,5% al +0,7 nel 2015 e dal +1% al +1,2 nel 2016), ma avverte: tagliare le tasse sulla prima casa non serve.

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