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Più tempo per i debiti con il Fisco

Possibilità di chiedere una proroga della rateazione del ruolo per altri sei anni, in caso di comprovato peggioramento della situazione economica del debitore. In questa eventualità è ammissibile una dilazione a rate crescenti. Per tutte le dilazioni per le quali alla data di entrata in vigore della legge di conversione della manovra di Natale si sono verificati il mancato pagamento della prima rata ovvero di due delle rate successive, è possibile un prolungamento fino a 6 anni, qualora sia dimostrato il peggioramento della situazione del debitore, rispetto al momento di concessione della rateazione originaria.
L'emendamento al decreto legge 201/11 contiene molte novità in materia di riscossione. Le modifiche che interessano le rateazioni mirano a dare maggiore respiro ai contribuenti in difficoltà a causa della crisi economica in atto. La prima disposizione opera a regime e ha la funzione di allungare ulteriormente la dilazione già concessa ogni qualvolta vi sia un deterioramento della posizione del debitore. La seconda dilazione può arrivare sino a sei anni ma la condizione per ottenerla è che la prima dilazione non sia già decaduta. Ciò accade quando non si paga la prima rata ovvero due delle successive, anche se non consecutive.
Vi è poi una previsione che riguarda le rateazioni che, alla data di entrata in vigore della legge di conversione, non hanno ancora beneficiato della proroga già consentita dall'articolo 2, comma 20 del Dl 225/10. Qualora si sia verificata una causa di decadenza della rateazione originaria è ancora possibile rimediare sempre dimostrando il peggioramento della situazione economica iniziale. Il contribuente potrà pertanto chiedere un prolungamento di dilazione per un massimo di altri sei anni.
L'emendamento modifica inoltre il sistema di remunerazione degli agenti della riscossione. Si prevede infatti la sostituzione del sistema ad aggio con un meccanismo che prende a base di calcolo i costi fissi risultanti dal bilancio certificato delle società di Equitalia. Il rimborso a favore dell'agente della riscossione è stabilito in una percentuale determinata tenendo conto di una serie di parametri di efficienza del servizio (carichi a ruolo, percentuale di recupero, eccetera). A questo scopo è prevista l'emanazione di un apposito decreto delle Finanze entro il 31 dicembre 2013. Fino ad allora, resta in vigore l'attuale sistema ad aggio. Vi è inoltre la garanzia legislativa che il futuro assetto non possa essere peggiorativo per il contribuente rispetto all'attuale.
La nuova remunerazione sarà a carico del debitore per il 51%, in caso di pagamento della cartella entro 60 giorni, ovvero per l'intero importo, in caso di pagamento successivo. Si dispone altresì la revisione dei rimborsi delle spese delle procedure esecutive, anche questo per il tramite di un futuro decreto dell'Economia.
Un'altra novità riguarda la possibilità per il contribuente di vendere a terzi il bene pignorato o l'immobile ipotecato, con l'intervento liberatorio dell'agente della riscossione, che incassa per intero il corrispettivo della vendita. La somma riscossa che eccede il debito erariale viene riversata al debitore entro i 10 giorni successivi.
Viene infine prorogato di un anno l'affidamento ope legis alle società di Equitalia della riscossione dei tributi locali. La proroga è accompagnata dall'abrogazione delle disposizioni contenute nell'articolo 7 del Dl 70/11, che prevedevano un'irragionevole penalizzazione dei privati iscritti nell'albo di cui all'articolo 53 del Dlgs 446/97, a tutto vantaggio della riscossione coattiva eseguita direttamente dai comuni ovvero da società interamente pubbliche. Per effetto di queste modifiche, viene ripristinato il potere di comuni e concessionari privati di utilizzare, in luogo del ruolo coattivo, l'ingiunzione fiscale, con le procedure agevolate di cui al titolo II del Dpr 602/73. È stata inoltre soppressa la disposizione che, secondo l'interpretazione delle Finanze, avrebbe obbligato i comuni a effettuare la riscossione volontaria delle entrate proprie unicamente mediante gestione diretta. Questa modifica non ha comunque alcun effetto per l'Imu 2012, che può essere riscossa solo mediante il modello F24.

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