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Più tempo per dare liquidità anche se la coperta si accorcia

Il plafond di 800 mila euro di aiuti alle imprese concedibili come aiuto temporaneo sembrava ampio, ma la proroga di sei mesi, fino al 30 giugno 2021, obbliga le imprese a rivedere i calcoli. Bene la proroga che concede a ministeri, regioni e altri enti di concedere aiuti alle imprese senza tenere conto dei limiti legati alle zone, come per esempio il tetto del 10% sugli investimenti imposto alle medie imprese del centro nord, che possono invece ottenere, per esempio, il 50-70% a fondo perduto nell’ambito del quadro temporaneo. Ma il massimale di 800 mila euro, rimanendo invariato, può a questo punto diventare un limite con cui molte più imprese del previsto dovranno fare i conti. Grazie alla proroga, viene concessa la possibilità di finanziare i costi fissi delle imprese che hanno avuto un calo di fatturato del 30%. Considerando che l’utilizzo della garanzia del fondo centrale da parte delle imprese che hanno richiesto 30 mila euro ha ridotto il plafond di un pari importo e considerando anche che le somme non versate a titolo di acconto e saldo Irap lo hanno altresì ridotto dell’importo risparmiato, diventa fondamentale capire quali sono gli aiuti che vengono concessi nella forma del «quadro temporaneo» e quali no. Anche le garanzie concesse con copertura dei rischi al 90% alle mid cup, per esempio, hanno eroso il plafond del 3,9% della garanzia ottenuta, mentre chi ha richiesto l’accesso alle misure del Fondo Legge 394/81 di Simest a partire dal 17 settembre scorso vedrà eroso il plafond per la corrispondente quota di contributo a fondo perduto, laddove dovesse ottenere l’agevolazione.

 

Le principali novità. Il 13 ottobre 2020 la Commissione europea ha annunciato di aver prorogato ed esteso l’applicazione del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19. La possibilità di accedere al sostegno per la ricapitalizzazione è prorogata di ulteriori tre mesi rispetto al 30 giugno 2021 (nuova scadenza del quadro temporaneo per tutte le altre misure), quindi fino al 30 settembre 2021. Ma le novità non si fermano qui. Con la proroga viene concessa la possibilità di finanziare i costi fissi delle imprese che hanno avuto un calo di fatturato del 30% e viene anche prevista l’estensione dell’eliminazione temporanea di tutti i paesi dall’elenco dei paesi a «rischio commercializzabile» nell’ambito dell’assicurazione di credito all’esportazione a breve termine.

Sostegno ai costi scoperti delle imprese. La Commissione europea non ha solamente prorogato il quadro ma introduce anche una nuova misura che consente agli Stati membri di sostenere le imprese che devono affrontare un calo del fatturato nel periodo ammissibile di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019 a causa dell’epidemia di coronavirus. Il sostegno contribuirà a una parte dei costi fissi dei beneficiari che non sono coperti dai loro ricavi, fino a un importo massimo di 3 milioni di euro per impresa. Questa misura, contribuendo a una riduzione dei costi delle imprese su base temporanea, mira a prevenire il deterioramento del loro capitale, a mantenere la loro attività commerciale e a fornire loro una solida piattaforma per recuperare lo svantaggio accumulato a causa dell’emergenza. Ciò consente un aiuto più mirato alle imprese che ne hanno bisogno in modo dimostrabile.

Estensione dell’eliminazione temporanea di tutti i paesi dall’elenco dei paesi a «rischio commercializzabile» nell’ambito dell’assicurazione di credito all’esportazione a breve termine. La Commissione europea tiene conto della perdurante mancanza generale di capacità privata sufficiente a coprire tutti i rischi economicamente giustificabili per le esportazioni verso i paesi dall’elenco dei paesi a rischio assicurabili sul mercato. Per questo, prevede una proroga fino al 30 giugno 2021 della temporanea rimozione di tutti i paesi dall’elenco dei paesi con «rischio assicurabile sul mercato» ai sensi della comunicazione sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine.

I beneficiari del quadro temporaneo. I beneficiari del quadro temporaneo sono solamente le imprese che hanno subito danni diretti in conseguenza dell’emergenza generata dal virus Covid-19 o tutte quelle che sono sul mercato? La domanda se l’è posta, in particolare, quel 35% di imprese che ha continuato a lavorare nel periodo di lockdown e le altre che hanno recuperato i cali di fatturato a prescindere dalla chiusura. La proroga porta in primo piano la norma iniziale. Il documento di proroga specifica che il 19 marzo 2020 la Commissione ha adottato un nuovo quadro temporaneo per gli aiuti di Stato a sostegno dell’economia nel contesto dell’epidemia di coronavirus, basato sull’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Questo è un passaggio fondamentale: «basato sull’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea». I regimi di aiuti nel contesto dell’attuale pandemia trovano la loro legittimazione nell’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue) citato anche nei vari bandi usciti in questo periodo. Ma questo si divide in due parti. Il paragrafo 2, lettera b) che dichiara compatibili con il mercato interno gli aiuti pubblici destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali questo tipo di aiuti non necessità della previa approvazione da parte della Commissione Ue. In questa situazione, gli aiuti concessi a norma dell’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del Tfue devono compensare i danni causati direttamente dalla pandemia di Covid-19; per esempio, i danni causati direttamente dalle misure di quarantena che impediscono al beneficiario di esercitare la sua attività economica. Quelli concessi in base al paragrafo 3, lettera b) per essere compatibili con il mercato interno, devono essere destinati a porre rimedio ad un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro e sono soggetti alla previa approvazione della Commissione Ue che deve valutare il carattere mirato alla finalità e la loro adeguatezza e proporzionalità. Qui rientrano gli aiuti volti a porre rimedio in modo più generale alla crisi economica innescata dalla pandemia di Covid-19 e qui rientrano molti degli aiuti concessi per combattere la crisi da Covid-19.

Cumulabilità. Il quadro temporaneo non sostituisce, ma integra gli altri strumenti di intervento pubblico consentiti in via ordinaria sulla base delle norme già vigenti sugli aiuti di Stato. Dunque, le misure temporanee di aiuto ivi previste possono essere cumulate, a date condizioni, tra loro, nonché possono essere cumulate con i regimi di aiuti ordinari consentiti, purché siano rispettate le regole di cumulo previste. Sono considerati tali «il Regolamento generale di esenzione per categoria, Regolamento n. 651/2014/Ue della Commissione, del 17 giugno 2014, c.d. Gber, che dichiara, a date condizioni, alcune categorie di aiuti di Stato compatibili con il mercato interno, esentandole dall’obbligo di notifica preventiva alla Commissione Ue; nonché la disciplina degli aiuti di Stato di importanza minore, c.d. «de minimis», di cui al Regolamento n. 1407/2013/Ue, al Regolamento n. 1408/2013/Ue, modificato dal Regolamento n. 2019/316/Ue, per il settore agricolo, e al Regolamento n. 717/2014/Ue per il settore ittico». Rimane comunque applicabile la disciplina sugli aiuti di Stato alle imprese in difficoltà, ammissibili alle condizioni previste dai relativi Orientamenti (Comunicazione 2014/C 249/01).

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