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Più tempo agli acconti fiscali

Slitta al 10 dicembre il termine per il versamento del secondo acconto 2013 per Ires, Irpef e Irap e contributi. Dieci giorni in più per professionisti e associazioni, anche per la corretta applicazione, nella relativa determinazione, delle novità legislative e delle recenti precisazioni ministeriali. Spostamento dei termini con un dpcm, la cui firma è stata annunciata dal presidente del consiglio, Enrico Letta, dopo il consiglio dei ministri di ieri. Per il premier «si sposterà la tempistica dei pagamenti degli acconti dal 30 novembre al 10 dicembre per dare agio a tutti coloro che devono operare in questo campo e a farlo senza corse».

Nonostante un allungamento irrisorio, poiché tale decreto può spostare fino a 20 giorni il termine prefissato (20/12), lo stesso è quanto mai opportuno, giacché il 2013 è l’anno in cui, per effetto della perdurante congiuntura, le imprese e i lavoratori autonomi ricorreranno maggiormente al cosiddetto «metodo previsionale», in luogo di quello «storico» ovvero di quel sistema di calcolo basato sulle imposte determinate per l’anno precedente. La scelta di applicare il «metodo previsionale» è dovuta, appunto, per la scarsa disponibilità dei contribuenti, in termini di liquidità, ma appare opportuna anche leggendo le numerose novità, relative a ampliamenti, per la maggior parte, o riduzioni, della base imponibile. Sul punto si evidenzia l’ormai consolidata prassi per la quale il legislatore fa decorrere la modifica di una norma tributaria già dal periodo d’imposta in corso al momento dell’emanazione della stessa, con la conseguenza che, anche utilizzando il procedimento storico, la base imponibile deve essere rettificata per effetto delle più recenti novità.

Con riferimento al periodo d’imposta 2013, inoltre, tante sono le norme o le interpretazioni fornite dall’amministrazione finanziaria che impattano nel già laborioso calcolo del «metodo previsionale», a tal punto da complicare maggiormente la vita degli operatori che, sbagliando, potrebbero far ricadere sui contribuenti le relative sanzioni (30% del differenziale tra quanto dovuto e quanto versato, con riduzione al 10% per i pagamenti eseguiti nei 30 giorni dall’avviso bonario ricevuto). Oltre alle novità più conosciute come quelle inerenti alla deducibilità delle autovetture, passata dal 40% al 20% per le imprese e i professionisti, rimasta inalterata all’80% per gli agenti e rappresentanti e ridotta dal 90% al 70% per i dipendenti che le ricevono in fringe benefit, per effetto del comma 501, dell’art. 1, legge 228/2012, si aggiungono numerose novità che rendono mobile la base imponibile.

Infatti, tra le numerose variabili, si segnala l’abbassamento dal 15% al 5% della deduzione applicabile alle locazioni immobiliari, su cui non si rende applicabile la cosiddetta «cedolare secca» che è passata dal 21% al 15% per i canoni concordati, di cui al comma 4-bis, dell’art. 37 del Tuir, che obbliga a rideterminare l’acconto previsionale utilizzando il 95% e non l’85% del canone. Perse le deduzioni per le «reti d’impresa», di cui all’art. 42, dl 78/2010 e le deduzioni forfetarie per i distributori di carburante, introdotte con la legge di Stabilità 2012, di cui al comma 2, dell’art. 34, legge 183/2011, gli operatori devono tenere conto anche di disposizioni, in questo caso a favore dei contribuenti che, per l’effetto fiscale differito, entrano in gioco nel periodo d’imposta in corso; si tratta, per esempio, dei maggiori ammortamenti relativi alla rivalutazione degli immobili, ai sensi del dl 185/2008. Si devono considerare, infine, numerose precisazioni, fornite dalle Entrate, che impattano nel calcolo come quelle con cui è stato chiarito che l’indennità di clientela dovuta agli agenti e rappresentanti, che permette di ridurre gli acconti delle case mandanti, è rilevabile, e di conseguenza deducibile, per competenza (circ. 33/2013), mentre con altra circolare (26/2013) sono state fornite precisazioni sulla deducibilità delle perdite su crediti di valore contenuto.

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