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Più tecnologia. Ma sotto controllo

Sono innegabili i vantaggi che l’intelligenza artificiale apporterebbe alla macchina giudiziaria. Ma è necessario averne il controllo totale.

La tecnologia è in sé costrittiva e se non gestita con accuratezza può trasformarsi in un grosso problema per la sicurezza di tutti noi.

Ad esempio, non deve destare preoccupazioni l’impiego delle nuove tecnologie, quali quelle che consentono la profilazione degli avvocati e dei giudici, ma è fondamentale che questa profilazione non vada ad influenzare il metodo casuale dell’assegnazione delle cause.

Per raggiungere la giustizia predittiva, che è l’obiettivo principale della rivoluzione tecnologica applicata al processo civile, bisogna innanzitutto comprendere che il modo in cui si nutre la macchina (come, con quali dati, con quali regole di gestione) è fondamentale perché la influenzerà nelle scelte. Il dato che si va a registrare, il vero protagonista di questa rivoluzione tecnologica, cambia completamente il modo di vivere del “media” della giustizia. Nel creare una banca dati informatica, si permette il dialogo tra la giurisprudenza e la legge evitando ostacoli che rallenterebbero notevolmente il percorso processuale. I vantaggi che l’algoritmo apporterebbe alla macchina giudiziaria sono innegabili, dal minor tempo impiegato dai giudici alle maggiori informazioni a disposizione dei cittadini, i quali acquisirebbero a loro volta molta più consapevolezza nei confronti della giustizia. Potremmo dire allora che questo nuovo approccio ci fa guadagnare la dimensione della profondità, in un ambito che da bidimensionale, diviene tridimensionale.

La rivoluzione tecnologica nel mondo del diritto è un argomento multidisciplinare, non si può pensare di affrontarla senza accettarne le implicazioni filosofiche, che a loro volta orientano e regolano una adeguata trasformazione digitale. Allo stesso modo ogni riforma della giustizia non può prescindere dalla trasformazione digitale del media, poiché solo la digitalizzazione permette di mettersi al passo con la velocità dei tempi mediante il necessario salto di qualità del modello organizzativo.

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