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Più tasse sui fondi pensione

Tutto rinviato a martedì 3 giugno. L’estenuante negoziato politico per stabilire come e quanto estendere il bonus Irpef e il taglio dell’Irap ieri ha spinto le commissioni Bilancio e Finanze del Senato a rimandare la conclusione dell’esame del decreto, che prevede il credito di imposta di 80 euro per i lavoratori dipendenti. A riassumere quale sia il principale ostacolo da superare è un tweet di Maurizio Sacconi, presidente dei senatori Ncd: «Insistiamo a chiedere estensione mirata detassazione a famiglie e imprese in dl Irpef». 
Il partito di Angelino Alfano non vuole, insomma, mollare e punta ad ampliare la platea dei destinatari del bonus di 80 euro. In particolare alle famiglie monoreddito con tre figli, anche se superano la soglia oltre la quale non è previsto il credito di imposta (26 mila euro di reddito), una misura sprovvista di copertura (richiede un centinaio di milioni) e quindi tuttora oggetto di una trattativa tra Ncd e Pd.
Non a caso, le riunioni delle commissioni ieri sono state rinviate più volte nel corso della giornata. Il prossimo fine settimana servirà, del resto, a trovare una soluzione anche sul fronte dell’Irap, rendendo più incisivo il taglio dell’imposta regionale destinato alle imprese (al momento è del 10%). Intanto tra le novità delle ultime ore è emerso un emendamento, firmato dai relatori Cecilia Guerra (Pd) e Antonio D’Alì (Ncd), che dovrebbe garantire una boccata di ossigeno alle casse di previdenza private. L’obiettivo è assicurare un credito di imposta che eviti alla casse dei professionisti di vedersi applicare l’aliquota del 26% sulle rendite finanziarie relative al periodo dal primo luglio al 31 dicembre di quest’anno. In pratica, beneficeranno della vecchia aliquota al 20%. Per finanziare l’emendamento la copertura è stata individuata aumentando dello 0,5% (salirà all’11,5%) l’aliquota dell’imposta sostitutiva a carico dei fondi pensione complementari. Vale ricordare che gli iscritti ai fondi pensione sono attualmente circa 6,2 milioni, mentre alle casse private risultano iscritti circa 1,4milioni di contribuenti.
Oltre alla modifica ribattezzata salva-casse ieri sono stati presentati alcuni emendamenti del governo al decreto. Le commissioni Bilancio e Finanze hanno approvato la misura che spalma in tre rate il pagamento della tassa sulla rivalutazione dei beni d’impresa. Stabilito, inoltre, che gli incassi permanenti ottenuti attraverso la lotta all’evasione, quindi in più rispetto alle entrate previste, verranno assegnati al Fondo per la riduzione della pressione fiscale. Un altro emendamento approvato predispone il taglio automatico delle auto blu (il tetto è di cinque vetture per ogni amministrazione centrale). In sostanza, decorsi trenta giorni dalla conversione del decreto, anche se non sarà stato varato il provvedimento di Palazzo Chigi, la sforbiciata alle auto blu scatterà in ogni caso. Intanto la mancata convocazione del Consiglio dei Ministri di oggi ha fatto slittare il decreto legge ad hoc sul rinvio della Tasi nei comuni che non hanno deliberato le aliquote, un provvedimento che peraltro è destinato a confluire nel decreto Irpef. Così dopo l’approvazione da parte delle commissioni martedì prossimo, il testo dovrà passare all’esame dell’aula dove è più che probabile che il governo ponga la richiesta di fiducia. Se tutto filerà liscio l’approdo in aula alla Camera è atteso per il 13 giugno. Il decreto va convertito entro il 23.

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