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Più strade per l’ammortamento

Per il noleggio previste diverse strade per l’ammortamento. Il riferimento è alle disposizioni generali previste dall’articolo 2426 del codice civile e alle indicazioni operative previste dall’Oic 16.

Civilisticamente, quindi, si ricorre all’ammortamento sistematico del costo dei beni strumentali in relazione alla residua possibilità di utilizzazione.

Sul piano fiscale, l’articolo 102 del Tuir prevede che la determinazione delle quote annue di ammortamento deducibili avvenga secondo i coefficienti stabiliti dal dm 31 dicembre 1988. Tuttavia, per i beni appartenenti alle imprese che svolgono attività di noleggio si applicano i coefficienti di ammortamento del «gruppo di attività dell’utilizzatore», al fine di dare una rappresentazione più realistica del deterioramento fisico di tali beni.

Come chiarito dalla risoluzione 133/E/2010, è possibile «derogare» alla regola generale (secondo cui occorre far riferimento all’attività esercitata dal locatore o comodante e non al settore di attività) laddove, per le imprese che operano nel settore del noleggio, il coefficiente previsto dal decreto 31/12/88 per il gruppo residuale «Altre attività non precedentemente specificate» non rifletta l’effettivo deperimento del bene. Detta deroga trova applicazione solo a condizione che il bene venga impiegato per la sua vita utile esclusivamente nel medesimo settore di attività, anche da parte di più utilizzatori; diversamente, trova applicazione la regola generale.about:blank

Sempre in merito al valore da ammortizzare, si segnala la risposta all’interpello n. 954-1053/2016 riguardante l’acquisto di veicoli da parte di società di noleggio a lungo termine: l’Agenzia delle entrate ha chiarito che il costo di acquisizione delle auto al quale si applicano i coefficienti stabiliti dal citato dm è costituito dal costo sostenuto per l’acquisto del bene, quand’anche civilisticamente il valore ammortizzabile sia determinato come differenza tra costo di acquisto e valore di presumibile realizzo. Ulteriori precisazioni vanno fatte in merito ai mezzi di trasporto utilizzati nell’attività d’impresa. Infatti, laddove i mezzi di trasporto risultano esclusivamente strumentali all’attività d’impresa (ex articolo 164 del Tuir), i canoni di noleggio possono essere integralmente dedotti (con la necessità di ragguagliare il canone al periodo di effettivo utilizzo). Pertanto, la deduzione integrale è ammessa solo qualora si tratti di veicoli senza i quali non è possibile esercitare l’attività propria dell’impresa; tale requisito non ricorre nel caso le auto a noleggio sono utilizzate solo occasionalmente per fornire un servizio aggiuntivo alla clientela, ma non possono per ciò solo definirsi beni strumentali per lo svolgimento dell’attività principale di autocarrozzeria.

È il caso, ad esempio, del noleggio di autovetture che un’autocarrozzeria fornisce alla clientela come «auto di cortesia» (Ctr Perugia sentenza n. 402/4/14).

Diversamente, per i mezzi di trasporto non esclusivamente strumentali occorre applicare il ben noto doppio limite di deducibilità.

Si rammenta che non sono deducibili i costi di noleggio che eccedono i 3.615,20 euro, in caso di autovetture e autocaravan. Così, se una impresa ha sostenuto nel corso del 2020 (dall’1/5 al 31/12/2020) spese per il noleggio di un’autovettura, il relativo costo fiscalmente deducibile è pari a 2.125 euro (3.165,20 x 245/365).

Si ricorda, altresì, che il limite annuo di deducibilità dei canoni per noleggio di autoveicoli utilizzati da agenti/rappresentanti è pari a 5.164,57 euro.

In tal caso, il costo massimo fiscalmente deducibile è pari a 4.131,66 euro (80% di 5.164,57).

Resta, invece, ancora incerto il trattamento da riservare ai contratti di noleggio con conducente: per questi non dovrebbero trovare applicazione i limiti previsti dalla lettera b) del comma 1 dell’articolo 164 del Tuir in quanto non rientrano nella fattispecie del contratto di noleggio, quanto piuttosto nel novero dei contratti di trasporto di persone (eventualità, questa, condivisibile nel solo caso in cui sia prevalente il presupposto del trasporto rispetto alla messa a disposizione del bene).

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