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Più soldi ai bebè il bonus divide “Ora un vero piano per le famiglie”

Un’idea forte che ha subito diviso. Ieri sono arrivate molte lodi ma anche critiche alla proposta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin di raddoppiare il bonus bebè per il primo figlio e di farlo crescere ancora di più dal secondo in poi. Anche Palazzo Chigi si è espresso, dicendo che ci sono varie misure allo studio per cambiare il welfare e questa è una di quelle. Dalla presidenza del Consiglio dei ministri spiegano che «prioritario è uno sguardo complessivo sugli strumenti di welfare». L’idea di Lorenzin è quella di sfruttare i risparmi nella spesa per il bonus del 2015 dovuti al calo della natalità, e investire circa 300 milioni all’anno in più. Questo permetterebbe di liberare risorse e aumentare il contributo per le famiglie, sia quelle con un Isee fino a 25mila euro l’anno che quelle che restano sotto i 7mila. La misura andrebbe inserita nella prossima legge di Stabilità.
L’altro ministro di Ncd, Enrico Costa che ha la delega alla Famiglia, plaude all’idea. «Potenziare e rafforzare il bonus bebè rappresenta la direzione giusta. Oggi voglio lanciare il grande “patto con le famiglie” perché ogni euro che mettiamo per sostenerle ritorna allo Stato in termini di nascite, spinta propulsiva, consumi, crescita e sviluppo del Paese». Ieri mattina anche due parlamentari pd hanno lodato la proposta del ministro della Salute. Si tratta di Salvatore Margiotta e Matteo Colaninno, che ha spiegato: «Il Pd è pronto a sostenere questa iniziativa. Il bonus bebè è uno strumento efficace e concreto, la maggiorazione dell’importo dell’assegno è un segnale importante ». Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera (anche lui pd), precisa: «Serve il raddoppio del bonus? Può darsi ma se c’è uno sforzo comune da fare nei prossimi mesi in vista della nuova legge di bilancio è quello di dedicare un capitolo al rafforzamento della famiglia. Servono asili nido e aiuti economici che arrivino all’esenzione fiscale totale dai tre figli in su». Dalla Funzione pubblica della Cgil invece sottolineano come la chiave per affrontare il calo demografico non sia il bonus, ma l’investimento in servizi come gli asili nido. La Uil dice che va bene il raddoppio del bonus, ma esiste un nodo welfare nel suo complesso. «E basta con la politica degli annunci». Maurizio Gasparri (Forza Italia) va giù duro: «È l’ennesima sparata di un governo disperato. Lorenzin propone, ma Padoan dispone. E Padoan sa bene che il governo Renzi potrebbe essere costretto ad aumentare l’Iva. Altro che bonus bebè, Renzi prepara un malus per tutti».

Michele Bocci

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