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Più sintetici gli atti processuali

Il principio di sinteticità degli atti processuali entra nel codice di procedura penale; le notificazioni e gli avvisi al difensore saranno via Pec; tutela rafforzata per i soggetti incaricati della trascrizione delle registrazioni o della traduzione delle comunicazioni intercettate se in lingua diversa da quella italiana o in dialetto non facilmente intelligibile, la cui identità dovrà rimanere segreta.

I relatori alla riforma del processo penale, in calendario dell’aula del Senato in questa settimana, Giovanni Cucca e Felice Casson (Pd), hanno cofirmato una manciata di emendamenti «tecnici» a un testo che in realtà rimane ad alto voltaggio per la maggioranza su altri temi, in particolare quelli della prescrizione e delle intercettazioni.

I circa 400 emendamenti al testo, già faticosamente concordato dalla maggioranza (Pd e Ncd) in commissione giustizia a fine luglio, sono depositati e numerati in un fascicolo di 136 pagine.

Per non entrare nel ginepraio obiettivo del governo, confermato in ambienti parlamentari Pd, rimane quello di chiudere la «partita» della riforma del processo penale, se fosse necessario (come già appare), con la fiducia su un maxiemendamento che accolga le poche puntuali modifiche di natura «tecnica», appunto. Lasciando fuori gli stessi tre emendamenti Casson sulla prescrizione, presentati a titolo «personale» ma che certo piacciono all’ala più «dura» del Pd e anche al Movimento 5 Stelle (almeno quello che ripropone di far cessare la prescrizione dopo la sentenza di primo grado).

Gli altri due (vedi ItaliaOggi del 12 settembre) si propongono di garantire tempi più lunghi di prescrizione (che decorre da quanto il pm ha notizia del reato) per i reati di disastro ambientale e per le cosiddette morti bianche a causa di infortuni sul lavoro. Fattispecie entrambe ben note a Casson, per esperienza diretta come sostituto a Venezia.

Di comune accordo, i due relatori hanno invece firmato cinque emendamenti «tecnici», tra cui l’emendamento «sinteticità degli atti» sia per i provvedimenti del giudice che per gli atti di parte e quello della segretezza della identità di coloro che assolvono alle funzioni di trascrizione e traduzione di conversazioni in lingua straniera o dialetto intercettate. Altro emendamento interviene sulla disciplina dell’appello, estendendo la impugnabilità anche alle sentenze di condanna per le quali è stata applicata la sola pena dell’ammenda e alle sentenze di proscioglimento o di non luogo a procedere relative a contravvenzioni punite con la sola pena dell’ammenda o con pena alternativa.

Un corposo emendamento Lumia tenta la volata «informatica» per il processo penale: le notificazioni e gli avvisi al difensore dovranno essere fatte via Pec. Non solo. La prima notifica a persona soggetta a indagini non detenuta, nel caso in cui la consegna personale sia stata impossibile, potrà essere fatta al convivente o al portiere. La nuova disciplina delle notificazioni proposta dalla maggioranza dunque mira a semplificare e snellire le procedure anche per restringere il pericolo delle invalidità con soluzioni che, certamente, faranno risentire gli avvocati, già molto critici sulla norma che dispone il dibattimento a distanza (soluzione «irragionevole e avventata» ha scritto nella lettera al Ministro l’Unione delle Camere penali). Al momento emendamenti soppressivi sono stati presentati dall’opposizione.

Il Movimento 5 Stelle vorrebbe vedere soppressa la delega sulla riforma complessiva del codice di procedura penale e sulle intercettazioni nello specifico. Il senatore Maurizio Buccarella spiega a ItaliaOggi: «Abbiamo presentato un centinaio di emendamenti che si occupano del merito delle questioni e che confermano la contrarietà del Movimento a tutte quelle soluzioni che si annunciano come restrittive dell’utilizzo degli strumenti di indagine o della libertà delle persone (il riferimento è alla introduzione del reato di registrazioni video- audio non autorizzate, ndr)». Quanto all’ipotesi fiducia, «sarebbe l’ennesimo strappo istituzionale, su un provvedimento che introduce nuove fattispecie incriminatrici e numerose deleghe al governo».

Intanto ieri l’Aula della Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall’opposizione sul decreto legge per l’efficienza degli uffici giudiziari, Cassazione e processo amministrativo telematico, aprendo la strada all’approvazione in prima lettura.

Claudia Morelli

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