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«Più sforzi da imprese e sindacati»

Questa mattina le imprese, martedì della prossima settimana i sindacati. Il governo avvia un round di consultazioni con le parti sociali, puntando alla crescita. E alla vigilia del primo appuntamento Mario Monti ha incalzato imprese e sindacati a fare la propria parte: «Mentre il governo si sforza per aumentare la produttività occorre che chi rappresenta il lavoro e l’impresa acuisca i suoi sforzi. È il momento di lavorare insieme per creare lavoro», ha detto il presidente del Consiglio parlando alla conferenza stampa, accanto al presidente francese, Francois Hollande.
Contemporaneamente, dalla Festa del Pd di Reggio Emilia, il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, ha auspicato un patto per la produttività tra imprese e sindacati per superare il gap che separa l’Italia dai maggiori paesi europei e ritornare nella «Champions League della produttività». Per Passera «il patto è soprattutto tra imprese e sindacati, gran parte di ciò che condiziona la produttività nelle aziende è ciò che chiamiamo contratto di lavoro. Se noi vedremo un impegno forte per recuperare i 10 punti gap potremmo anzi dovremmo fare di tutto per facilitarlo, per esempio con incentivi fiscali e norme adeguate», ha concluso il ministro.
È proprio questo che le organizzazioni imprenditoriali Confindustria, Abi, Ania, Alleanza delle coop e Rete Imprese Italia solleciteranno oggi al tavolo di Palazzo Chigi: azioni del governo per rifinanziare la detassazione dei premi di risultato (la dotazione si è ridotta a 835 milioni di euro per il 2012 e 263 per il 2013, con il tetto retributivo abbassato da 40 a 30 mila euro), ridurre il cuneo fiscale, oltre a meccanismi fiscali per aumentare gli investimenti in ricerca e innovazione. Temi, questi, su cui c’è una sostanziale condivisione anche con il sindacato. Anche se tra le confederazioni sindacali ci sono diverse priorità: ieri la leader Cgil, Susanna Camusso, ha insistito sulla detassazione delle tredicesime e delle accise sulla benzina, usando i soldi dell’evasione.
Ma se Passera parla di incentivi fiscali, Monti non ne fa alcun accenno. Ieri ha sottolineato che in Italia con il suo governo sono state messe in atto riforme che mirano a rendere più facile e meno ostacolata la crescita e migliorare la produttività di tutto il paese: semplificazione, lavoro, pensioni. Imprese e sindacati, quindi, facciano la propria parte. E gli incontri serviranno, ha spiegato Monti, ad attirare la loro attenzione sulla dinamica della produttività e competitività.
Temi di cui le imprese ben conoscono la portata e sono determinate ad affrontare: la strada maestra è l’accordo del 28 giugno dell’anno scorso su erga omnes dei contratti aziendali, possibilità di modificare i contratti nazionali, rappresentatività. Difficile però essere più competitivi con cuneo fiscale che pesa sul costo del lavoro tra i più alti al mondo, secondo le classifiche dell’Ocse. E proprio per recuperare produttività le aziende sollecitano il rifinanziamento della detassazione dei premi di risultato. Quanto alle semplificazioni, infrastrutture e giustizia civile, altri argomenti che sul capitolo crescita sono stati messi nero su bianco nel documento delle imprese di inizio agosto, il percorso si è avviato. Ma si tratta ancora di primi passi. E le imprese attendono anche che si concretizzino le azioni del governo sui ritardi dei pagamenti della Pa. Mentre la riforma del lavoro, che non è piaciuta alle imprese, sta già dimostrando le prime increspature.
Ieri anche dalla Cisl è arrivata una sollecitazione al governo a mettere risorse: «L’appello di Passera va colto, ma il governo – ha detto Luigi Sbarra, Cisl – non può limitarsi a fare il tifoso».

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