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Più scostamento di bilancio per fare investimenti pubblici

Maxi scostamento di bilancio, il primo dell’era Draghi- Franco, da 40-50 miliardi con l’obiettivo di rimpolpare con 30 miliardi le risorse per il Next Generation Eu e per far fronte alle richieste dei vari ministeri. Circa 10-20 miliardi saranno invece indirizzati ad alimentare il decreto Sostegni 2 che dovrebbe accompagnare il rilancio dell’economia del secondo semestre.
Il quadro dell’intera manovra economica – esaminato ieri dal premier e dal ministro del Tesoro sarà varato in settimana dal consiglio dei ministri che, forse tra giovedì e venerdì, approverà anche il Def, il Documento di economia e finanza, la cornice dei conti pubblici di quest’anno. Così la partita del Recovery, asciugata dai ricalcolo del Pil da parte di Bruxelles e da richieste dei ministeri superiori alle disponibilità per 14 miliardi, ritorna verso i 230 miliardi ma con fondi del bilancio nazionale.
Nel frattempo sono arrivati gli emendamenti al decreto Scostamenti 1 da 32 miliardi. In Senato sono piovute 2.852 proposte di modifica con prevalenza delle forze di maggioranza da Pd, a Forza Italia, a Lega e Italia Viva. La chiave politica prevede tuttavia che i due relatori del provvedimento Manca (Pd) e Toffanin (Fi) compiano un’azione di raccordo in sintonia con il governo. In pratica il rafforzamento, pari ai 550 milioni messi già a disposizione dall’esecutivo, corrisponderà a circa 550 emendamenti che rimarranno in ballo dopo la scrematura. «Il grido di dolore dei pubblici esercizi, dei ristoranti, degli operatori del turismo e delle attività più colpite dalle restrizioni va compreso e richiede risposte urgenti dal governo», ha dichiarato il relatore Manca (Pd).
L’idea, sulla quale convergono gli emendamenti del Pd, ma con alcune differenze anche quelli di Lega e Forza Italia, è di fornire un paracadute fiscale ai costi fissi delle aziende dei servizi, ovvero le più colpite. Gli emendamenti Pd prevedono ad esempio l’abolizione della Tosap (la tassa che si paga sui tavolini all’aperto) per l’intero 2021 a un costo di 100 milioni. Deciso l’intervento anche sull’Imu: si punta, con altri 100 milioni, ad eliminare per bar, ristoranti e pub il pagamento dell’Imu di giugno, cioè la prima rata. Per gli alberghi e gli stabilimenti termali, che già non pagano a giugno, si prevede di eliminare la seconda rata del prossimo autunno (per questa operazione sono necessari 210 milioni).
Infine l’altro aiuto sugli affitti commerciali con l’obiettivo anche di far scendere i canoni. La prima misura è costituita dal rifinanziamento del credito d’imposta del 60%, scaduto a dicembre, sulle spese per le locazioni dei negozi; l’altra misura, più strutturale, riguarda l’introduzione di una cedolare secca sostitutiva dell’Irpef per chi concede in affitto locali ad uso commerciale.
Il meccanismo dei sostegni dovrebbe invece rimanere ancorato alla caduta media del fatturato tra il 2020 e il 2019, anche se sul fronte del centrodestra ci sono spinte per cambiare. Ad esempio, limitatamente al settore turistico, la Lega ha presentato un emendamento che collega il rimborso ai costi fissi: in pratica se i costi fissi (al netto dei lavoratori in cig e delle materie prime) diventano superiori al fatturato lo Stato interviene compensando il 90% con un tetto di 10 milioni di euro. L’autocertificazione dei costi vivi viene ritenuto complessa e poco fattibile.
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