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«Più risorse per le imprese, così si può crescere ancora»

Sono stati mesi complicati, quelli dell’emergenza sanitaria, mesi in cui molte aziende hanno dovuto reinventarsi e adattarsi per poter continuare a esistere. Mesi passati a bilanciare il sottile equilibrio dato dal dover prendere decisioni rapide, pensando però al lungo periodo. Un’ apparente contraddizione che ha accompagnato al strategia di due gruppi come Miroglio, azienda italiana di abbigliamento e di tessuti di Alba e Barilla, protagonisti dell’appuntamento L’Italia che Investe di ieri, che adesso possono guardare anche con ottimismo ai mesi a venire.

«C’è bisogno di un quadro di certezze — sintetizza Alberto Racca, amministratore delegato del Gruppo Miroglio —. Al momento vedo un’area di breve periodo e una di lungo per le decisioni da prendere per il mondo delle imprese. Sul breve sono due le cose da fare: scegliere le battaglie ed evitare una eccessiva polverizzazione delle risorse. La seconda cosa da fare è far arrivare le risorse alle imprese».

Se l’orizzonte non dà certezze, è difficile pensare per imprese e industria alla possibilità di mettere in campo una serie di investimenti per la ripartenza che guardino sul lungo. Barilla però non ha interrotto questo percorso nemmeno negli scorsi mesi, confermando gli investimenti preventivati: «È così che siamo riusciti ad arrivare sul mercato, dopo dieci anni di lavoro, con una pasta 100% grano italiano — racconta Francesco Del Porto, President Region Italy and global chief customer officer di Barilla —. Un lungo impegno accompagnato da obiettivi concreti e una visione innovativa di filiera orientata anche alla valorizzazione delle comunità locali e dell’ambiente. In Italia vengono prodotti 4 milioni di tonnellate di grano duro, noi, grazie ai contratti di filiera arriviamo a gestirne circa 800 mila tonnellate, nel rispetto della sostenibilità ambientale e sociale». Accompagnando così i cambiamenti che si sono registrati nelle abitudini di consumo. Per Racca la sintesi tra le decisioni da prendere velocemente e lo sguardo sul lungo periodo si trova nel cambio di passo che il Gruppo Miroglio ha dovuto imporsi, dato che il settore dell’abbigliamento è stato tra i più penalizzati: «Il traffico di clienti nei nostri negozi è diminuito del 50%, mail fatturato ha registrato un calo minore, grazie a un nuovo modo di interagire col cliente tramite smart box o video chiamate — spiega Racca —. L’ottimismo è questo: adattare il lavoro al mondo che cambia». Anche Del Porto si dichiara ottimista: «Penso che l’ottimismo sia la consapevolezza che il futuro dipende dalle nostre capacità di continuare a investire in competenze, in prodotti di qualità e sulle persone. Il sistema ha bisogno di essere stimolato e sostenuto dalle stesse imprese e il nostro ruolo come operatori deve essere determinato dalla consapevolezza che possiamo avere un impatto sul futuro».

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