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Più responsabilità al revisore

Secondo importante appuntamento convegnistico del 2011 promosso dall'Istituto nazionale revisori legali: il prossimo 1° aprile si svolgerà, infatti, presso l'aula magna dell'università degli studi di Cassino (Frosinone) il seminario nazionale di studio su «La Responsabilità penale dei revisori legali e degli amministratori, profili processuali e sostanziali», organizzato dall'Inrl in collaborazione con il Cosilam, Consorzio per lo sviluppo industriale del Lazio meridionale, e la Ficei, Federazione italiana consorzi enti industrializzazione.

«Questo seminario», spiega il presidente dell'Inrl, Virgilio Baresi, «rappresenta un essenziale momento di riflessione alla luce dei nuovi dettami del dlgs 39/2010 che proprio sulle responsabilità e sull'impianto sanzionatorio, in caso di accertate irregolarità, come recitano gli artt. 15 e 24, prevedono che i revisori legali rispondano in solido, con sanzioni pecuniarie da 1.000 a 150 mila euro, oltre a sospensioni dal registro e revoca degli incarichi.

Si tratta di oneri che il legislatore ha inteso imporre per la salvaguardia del principio della terzietà; come nel caso di corruzione, menzionato all'art. 28, che prevede addirittura la reclusione fino a tre anni e laddove vengono accertati omissioni o atti in violazione degli obblighi inerenti all'ufficio di revisione, la reclusione da uno a cinque anni. Si tratta, dunque, di valutare con estrema attenzione tutti i passaggi che il legislatore ha redatto per determinare appieno la responsabilità penale del professionista, e i relatori che sono stati invitati a questo seminario di studio, daranno un prezioso contributo al dibattito».

E proprio la presenza a Cassino di accademici ed esponenti del mondo professionale e imprenditoriale italiano, testimonia ancora una volta il credito di alto spessore che l'Istituto ha acquisito in tanti anni di operoso dinamismo a tutela della professione del revisore. Le responsabilità su falso in bilancio e quelle derivanti da informazioni al mercato, tra l'altro, costituiscono materia di estrema attualità e la loro trattazione dimostra quanto sia indispensabile per l'Istituto individuare tutti gli strumenti utili alla salvaguardia dell'attività professionale dei revisori.”

All'importante incontro, presieduto dal presidente dell'Inrl, Virgilio Baresi, saranno presenti il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abruzzese, il commissario straordinario del comune di Cassino, Angela Pagliuca, il presidente della Ficei, Andrea Ferroni, il presidente del Cosilam, Antonio Gargano, il rettore dell'università degli studi di Cassino, Ciro Attaianese, e importanti esponenti degli ordini professionali.

Ad aprire i lavori del seminario sarà Nicola Pisani, associato di diritto penale della facoltà di giurisprudenza dell'università degli studi di Teramo, che analizzerà le ipotesi e possibili soluzioni relative ai profili di responsabilità penale di amministratori e revisori. Seguirà poi la relazione di Pierpaolo Dell'Anno, straordinario di diritto processuale penale della facoltà di giurisprudenza dell'università degli studi di Cassino, con una relazione su «Attività d'impresa, processo penale e interdizioni cautelari: presupposto e ambiti operativi». A chiudere i lavori sarà Gianrico Rinaldi, ricercatore di diritto processuale penale alla facoltà giurisprudenza all'università degli studi di Cassino, con una relazione dedicata alla responsabilità penale degli enti.

La partecipazione al seminario è gratuita e permette l'acquisizione di quattro crediti formativi per gli iscritti all'Inrl, all'ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili e all'ordine degli avvocati. e;, quella della capacità di risposta da parte dei lavoratori.

È difficile poi affermare che tali fattori si prestino a ricavarne indicatori oggettivi e verificabili.

Lascia infine perplessi anche l'iter dalla prima alla seconda fase. Anche se dalla fase preliminare il ddl ricava evidenze sufficienti a definire ed attuare corrispondenti azioni correttive, come se ne valuterà l'efficacia ?

La risposta a queste perplessità è: parlare con i lavoratori fin dall'inizio («con», non «a»). Gli strumenti per farlo non sono altro che i focus group e le indagini mediante questionari.

L'impiego di focus group e più ancora di questionari è indispensabile per

*ipotizzare diversi fattori di stress;

*esplorare entrambi i lati del fenomeno stress (domanda – capacità);

*sviluppare analisi per sottogruppi (funzioni, località, sesso ecc.);

*validare eventuali dati sentinella;

*ottenere dati dettagliati e formulare attendibili ipotesi interpretative, particolarmente utili in sede di pianificazione di misure correttive;

*offrire a tutti i lavoratori la possibilità di esprimersi senza condizionamenti e dar loro un feedback;

*valutare veramente e numericamente le risultanze dei provvedimenti adottati.

Un altro strumento sviluppato da ALI consente di elaborare un profilo aziendale prendendo in considerazione dieci aspetti organizzativi: Valori, Figura del manager, Ruolo del manager, Come è visto il dipendente, Meccanismi decisionali, Sistemi premianti, Opportunità di sviluppo/formazione, Comunicazioni, Sindacalizzazione, Clima

Mediante interviste, esame di documentazione aziendale, visite all'azienda, il valutatore giudica in che misura ciascuno di questi aspetti riflette un approccio autoritario, paternalistico o partecipativo. Anche se lo strumento è sicuramente perfettibile, se ne deduce un profilo aziendale che è utile per l'interpretazione di altre risultanze e per la definizione dei provvedimenti correttivi.

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